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45th World Bridge Team Championships – Un giorno perfetto

Turno 4 – round da sogno

Open: Italia – Israele 18.45-1.55 (62-18)
Lauria-Versace e Duboin-Madala

Ladies: Italia – Usa 2 20-0 (83-23)
Aghemo-Buratti e Chavarria-Paoluzi

Seniors: Italia – Marocco 18.87-1.13 (78-31)
Buratti-Failla e Pulga-Mina

Mixed: Italia – Usa 2 13.28-6.72 (60-48)
Cima-Dessì e Baroni-Gandoglia

Doppio match contro Usa 2, per signore e misti, e anche il match della squadra Open non si annuncia una passeggiata di riposo. Italia – Israele, incontro di cartello, viene giocato su BBO e questo ci permetterà di analizzarne l’andamento.
Giocano Lauria e Versace N-S in aperta contro i fratelli Herbst, mntre Duboin e Madala E-O in chiusa fronteggiano Levin-Roll.
La mano 17 è un semplice riscaldamento, un 4 picche di routine fatto a entrambi i tavoli. Ma alla successiva andiamo in fuga:

Un ottimo slam in verticale, un impasse su due più la chance dell’affrancamento della fiori. Lauria e Versace lo chiamano con una licita lineare ed elegante: 1 picche – 2 fiori (3 cuori di Est) – 3 picche – 4 picche – 5 fiori – 5 quadri – 6 picche. Ottima in particolare la riapertura di Lorenzo, a cui evidentemente il fit per quanto piccolo allarga improvvisamente la visuale; e la cuebid a quadri è l’ultimo tassello.
Ma l’intervento suicida di Ophir Herbst a cuori ha nascosto al nostro tavolo la trappola nascosta nella mano: il potenziale taglio a fiori. Attacco fiori, impasse di picche che non va, ritorno fiori taglio!
Il fatto è che sull’attacco di J di fiori Est deve mettere la Q, e questo campanello di allarme suggerisce al giocante la linea vincente: rinunciare all’impasse a picche e puntare tutto su quello di quadri.
Ma ad alcuni tavoli Ovest ha scelto di attaccare con il 2 di fiori: e inevitabilmente, in questo caso i giocanti che non avevano la minima ragione di rinunciare all’impasse in atout sono andati down. Questa disavventura è capitata nel Mixed a Irene Baroni (-17), mentre nell’incontro ladies la giocatrice americana è caduta malgrado l’attacco rivelatore, e nel Seniores lo slam non è stato chiamato dai nostri avversari.

Ancora swing per noi alla 19:

In chiusa apre Sud di 1SA extralight in favore di zona. Duboin in Est riapre di contro e sul 2 picche di Madala chiude a manche. L’attacco atout di Nord non disturba certo il giocante, che affranca una presa a fiori, ci mette la quadri e porta a casa la manche.
A Ophir Herbst la licita arriva intatta, quindi apre di 2SA e sulla transfer del congiunto chiude ragionevolmente a manche. Attacco Fante di cuori lisciato e ancora cuori: Asso di picche e cade la Q a destra.
Ora la mano si è complicata, perché se il secondo colpo di atout svela la 3-1 l’ingresso al morto diventa impossibile senza muovere le fiori di mano, che significa andare down senza combattere: e invece il J sarebbe stato catturabile.
Ophir quindi dopo lunghissima pensata ha deciso di giocare fiori di mano: scelta apparentemente corretta perché la Q era comunque malmessa. Versace è tornato quadri, e Ophir ha ripetuto fiori. Ancora quadri da Sud, ma ecco che il piano dell’israeliano si concretizzava: la terza fiori per lo scarto della quadri, quadri taglio per l’agognato ingresso al morto e finalmente impasse di atout, nel pieno rispetto della scelta ristretta. Non ero al tavolo e quindi non ho potuto arricchire il mio bagaglio di imprecazioni ebraiche: ma chiunque avrebbe dato in escandescenze, dopo tanta fatica per nulla!
Un 3SA con surlevée a entrambi i tavoli, e alla 21 ancora swing e ancora per noi!

Sull’apertura di Nord Duboin entra con 2 picche, e dopo il 3 cuori di Sud Madala dice 3 picche. Ora è quasi automatico difendere su 4 cuori, per Giorgino: 2 o 3 down a seconda di quante atout si pagano. Ma, come talvolta accade, il guadagno si dilata improvvisamente perché gli israeliani non si accontentano e a 5 cuori il down è inevitabile.
All’altro tavolo Est è molto più remissivo, dice 1 picche e poi 2 picche; il compagno non ci pensa nemmeno a sostenere, e la manche a cuori viene mantenuta senza disturbo. Il punteggio è 37 a 0.
Alla 22 perdiamo 3 contrando 2 quadri che vengono giocati lisci all’altro tavolo (KQ quinti in atout non bastano per battere), poi c’è una surlevée perduta alla 23, ma alla 24 marchiamo ancora grosso.

Madala apre 4 cuori e se le gioca. Attacco J di quadri, a carte viste la mano si batte se Sud supera con la Q e torna atout. La difesa è ora in grado di battere i due giri che impediscono il taglio decisivo al morto al giocante. Ma è l’ultimo treno, per i difensori: se resta in presa Nord non c’è strategia che impedisca al giocante di aggiungere un taglio alle 7 atout e alle 2 picche che gli spettano. Levin in Sud non rileva e Madala mantiene in scioltezza.
La difesa mi pare individuabile e penso che Versace non l’avrebbe mancata, ma è stato proprio Alfredo a risolvere il problema alla radice riaprendo di contro. Il contratto finale è stato quindi 4 picche giocate da Lauria, e a questo punto il risultato (1 down cedendo tre atout e l’Asso di cuori) importa poco perché lo swing ormai è nei fatti.
Pari la 25, ancora -1 alla 26; alla 27 gli israeliani esagerano chiamando 3SA, Roll avrebbe a dire il vero buon diritto nel farlo, avendo 13 in risposta, ma scopre purtroppo che Levin aveva aperto primo di mano con

– K J 9 3 K 10 8 7 5 K 10 6 3

e il down è di battuta. Noi manteniamo un parziale e raccogliamo 4, il punteggio è 50 a 5.
Alla 29 gli israeliani segnano il loro primo swing quando, dovendo attaccare da

5 3 K 7 3 10 8 6 3 A 9 7 5

contro una sequenza Stayman (1SA – 2 fiori – 2 picche – 3 picche – 4 picche), Lauria sceglie atout e risolve il bilatero al giocante, mentre Roll attacca quadri regalando anche lui un impasse, purtroppo però ininfluente, mentre ahimé Madala sbaglia la Q di atout. L’attacco atout è chiaramente ammissibile in questa mano, e a quadri si possono fare altrettanti danni muovendo sotto il 10 verso la mano forte. Diciamo che è tornato indietro il pizzico di sorte che abbiamo avuto nel frangente precedente, per fortuna in un momento in cui il fieno in cascina era tanto.
E aumenta ancora, perché arriva alla 32 la ciliegina:

Apre Duboin in Est di 1 fiori, 1 quadri Sud, 1 picche il contro senza i nobili Madala, 4 quadri Nord, 4 cuori facile Giorgino, sicuramente quinto perché il compagno le cuori non le ha. Ora Agustin si vede in mano carte pesantissime e si permette la cuebid a 4 picche, gettando benzina sulla splendida bicolore del compagno. 5 quadri (non escludiamo neppure il grande!), 6 fiori: voilà le chelem.
Di là, la licita parte da 1 cuori – contro – surcontro – 1 picche. Est si descrive in modo approssimativo, Lauria e Versace non forniscono il punto di appoggio del fit quadri, e la dichiarazione si arena miseramente a 4 cuori. Un altro 12 per noi, punteggio finale di 62-18.
Incontro magistralmente giocato da tutti e quattro. Nessun errore, tante indovinate, avversari in chiara soggezione. Recuperiamo in pratica tutto il ritardo che avevamo nei confronti della top-eight.
E le notizie sono ottime anche dagli altri tavoli in cui erano impegnati gli azzurri.
Addirittura fantasmagorico il risultato delle Ladies: 20 a 0 alla quotata Usa 2, nientemeno. C’era voglia di rivalsa nell’aria, e vedere le due Moniche, Margherita e Simonetta triturare una delle favorite con un finale di 82 a 22 ha allargato il cuore di tutti i tifosi. Ci siamo anche noi, gente.
Anche le Ladies hanno chiuso un conto già pingue con il board 32, malgrado la dichiarazione avversaria a dir poco spigolosa. Tanto per gradire, Nord (che sospettava di non avere un bello score) ha sottoaperto 2 quadri con il J quinto. 4 fiori (fiori e un nobile) della Paoluzi, 5 quadri di Sud. La Chavarria ha proposto 5 cuori (passa o correggi) e Simonetta, valutando che per proporre il gioco a picche fosse molto probabile trovare un controllo alla compagna, che sarebbe stato protetto sull’attacco, ha rialzato a 6 cuori. All’altro tavolo le due Moniche hanno sbarrato subito a 5 quadri e le hanno giocate contrate per un 4 down pagato col sorriso sulle labbra (magari non al momento, ma sicuramente all’esame dello score!)
Benissimo i Seniors, che andavano anche loro verso il cappotto contro il Marocco (forse non così debole, visto che prima di questo incontro era quasi in media), quando una piccola rimonta finale avversaria ha fissato il punteggio su un comunque eccellente 78-31. Ci siamo presi il secondo posto, alle spalle di USA 1.
Incontro muscolare fra la squadra Mixed e USA 2; a tre mani dalla fine eravamo 48 pari, ma alla fine l’ultimo schiaffo lo hanno assestato i nostri, e il 60-48 finale costituisce la quarta vittoria su quattro incontri. Siamo quinti, nel gruppetto di testa mentre dietro le inseguitrici si sgranano.
Anche qui guadagno all’ultimo board con lo slam chiamato da Cima-Dessì; la pur buona difesa a 6 quadri degli avversari, costata 1100, è andata a confrontarsi con una semplice manche americana in sala aperta.
Media del 18, davvero un turno da sogno. Per Giubilo la spiegazione sta nel tipo di mani, con manche e slam che richiedevano licite tecniche, adatte alle nostre convenzioni mediamente più sofisticate di quelle della maggior parte degli avversari. Se è così, speriamo che l’evento si riproponga quanto prima…

Turno 5: consolidamento

Open: Italia-Egitto 14.39-5.61 (57-40)
Duboin-Madala e Hugony-Vinci

Ladies: Italia- India 17.17-2.83 (56-23)
Aghemo-Buratti e Piscitelli-Saccavini

Seniores: Italia-Brasile 15.74-4.26 (39-15)
Comella-Sabbatini e Mina-Pulga

Mixed: Italia-Cile 18.66-1.34 (64-19)
Baroni-Gandoglia e Attanasio-Manara

Il match più difficile sembrava quello dei Seniores, contro il Brasile che schiera qualche vecchia gloria; per le altre rappresentative il turno appariva interlocutorio, con possibilità di consolidare le posizioni scalate nel turno precedente. E, come si vede dai risultati, si è trattato di nuovo di un turno da incorniciare, pur con sfumature diverse. Una media superiore a 16 anche questa volta.
Per la squadra Open, la netta vittoria che stava maturando è stata notevolmente ridotta da due swing subiti nelle ultime due mani. Sono arrivati comunque 14 punti e passa che ci portano fra le prime otto: e ora, sotto con l’Olanda!
Le ladies hanno proseguito la loro rincorsa con una vittoria molto netta a spese dell’India. Ci siamo affacciati sopra media, c’è ancora da rimontare ma l’impressione è che la squadra abbia trovato il ritmo giusto.
I seniores dopo che il loro incontro è rimasto a lungo in equilibrio, improvvisamente nelle ultime mani lo hanno volto a loro vantaggio, vincendo per 39-15. Siamo in testa, pur con pochi spiccioli su altre quattro squadre.
I misti hanno marcato molto contro il debole Cile, rispettando le consegne e il pronostico. Sono quarti ma ben insediati nel gruppo di testa.
Qualche mano interessante:

La squadra open gioca manche sulle due linee. Il board è già buono perché 5 quadri in zona chiamato e fatto da Duboin-Madala in orizzontale è imperdibile; diventa ottimo quando, a 4 picche, la difesa incomincia con tre giri di cuori e dà a Vinci il tempo di affrancare una cuori e metterci una fiori.

Al board 10 c’è il grande

Lo chiamano nel Ladies Aghemo-Buratti con questa sequenza: 2 fiori forcing manche, 2q waiting, 2p naturale, 3p fit tendenzialmente 4, 4q assi dispari senza cue fiori, 5 fiori primo giro, 5 quadri cue, 6 quadri cue, 7 picche.
Lo chiamano anche nel Seniores Comella-Sabbatini. Come si vede, il valore chiave è l’Asso secco di fiori che chiude la mano dell’apertore.

Sesto turno: il misto in vetta

Open: Italia-Olanda 7.45-12.55 (18-27)
Lauria-Versace e Duboin-Madala

Ladies: Italia-Portogallo 20-0 (108-5)
Piscitelli-Saccavini e Chavarria-Paoluzi

Seniores: Italia-Turchia 7.71-12.29 (28-36)
Buratti-Failla e Comella-Sabbatini

Mixed: Italia-Guatemala 19.52-0.48 (66-12)
Cima-Dessì e Attanasio-Manara

Spicca il match di cartello nell’Open tra Italia e Olanda che seguiremo in BBO. Gli orange sono partiti molto bene, stazionano in questo momento al secondo posto e non sembrano risentire della perdita della loro coppia di punta Brink-Drjivers. Negli altri incontri le nostre avversarie non sono di grido ma questo non significa che non si debba diffidare.
I nostri schierano in aperta Versace-Lauria come sempre N-S contro De Wijs-Muller, e in chiusa Duboin e Madala come sempre E-O contro Van Prooijen-Verhees.
Subito alla 17 una manche difficile da dichiarare:

Se sull’apertura di 1SA di Est Sud fosse un patito delle imboscate, passerebbe e quasi certamente marcherebbe 3 down a 3SA. Ma naturalmente è normale entrare con le cuori, e la licita è proseguita in stile Lebensohl per gli olandesi (2SA) e in stile Rubensohl per gli azzurri (3 fiori) ma il risultato è sempre stato 3 picche +1. Si noti l’importanza di pagare il J di picche, dopo aver tagliato la cuori, in modo da evitare l’accorciamento ed essere in grado di incassare le quadri.
Ma la manche è difficile ma non impossibile da chiamare, e infatti la centrano le ladies e i seniores: in una sequenza pressoché identica, sia Chavarria che Failla rialzano a 4 picche valutando i tagli a cuori dalla parte corta (poi di taglio ce n’è uno solo, ma in compenso arriva il complemento a quadri che chiude il discorso).
Alla 19 però la manche la chiamiamo anche qui nell’Open.

Ci spinge un po’ la licita allegra degli olandesi: 2 fiori light precision Ovest, contro Lauria, 4 fiori Est, 4 quadri Versace (che trasformando marcava 500, per dire i rischi che si prendono questi ragazzi) e Lorenzo non può esimersi. Di là Madala passa, e su 1 quadri – 2 quadri (evidentemente costruttivo) ci infila un 3 fiori; Nord prosegue con 3 cuori, Sud ritiene di aver dato e riporta a 4 quadri e tutto si ferma lì. I primi 6 MP vanno a noi.
Ne restituiamo subito altrettanti al board 20:

Madala decide di aprire di 1SA e se lo gioca. Attacco fiori per il 10 che tiene, e ora Agustin si gioca il tutto per tutto per limitare i danni: picche al K. Non casca bene, come si vede, e inoltre la mossa è preceduta da una riflessione marcata, per cui Van Prooijen intuisce che il giocante non può avere né la Q né il 10 e rigioca nel seme. Le otto successive prese rosse le fanno gli olandesi, e il 4 down in zona non è uno score brillante. A dire il vero in teoria si potrebbe ancora guadagnare, perché come si vede ci sono 4 cuori imperdibili in verticale. Ma gli olandesi inventano questo minuetto: 1 quadri Ovest, 1 picche Est, 2 picche (!) Ovest. La licita torna a Versace che riapre a 3 cuori, ma Lauria ci pensa un po’ perché certo qualcosa non gli torna (è strano che Alfredo si metta in mezzo in zona con le cuori brutte) ma poi non se la sente e passa. Cuori divise, J di picche messo lì, 10 prese si facevano. 6 pari.
Alla 21 gli olandesi ci pizzicano, e il conto è molto salato.

In chiusa apre Verhees in Sud di 1 quadri, Madala dice 1 cuori, Duboin 1 picche, e Madala 1SA. Ora Giorgino con il singolo come fit non se la sente di parlare ancora; le carte sono invece messe a burro e alici con la Q di picche che si consegna subito, e Agustin di senza ne fa addirittura 4. Non sembra un buon viatico, ma quello che succede all’altro tavolo peggiora la situazione in modo tragico. Infatti Muller apre in Est di 1 picche, Versace ha il contro più normale della terra ma questo scatena l’inferno: surcontro di Ovest, passo di Lauria che non sa cosa scegliere, e dopo un po’ di traccheggiamenti si arriva a 2 fiori contrate, contratto in cui non ci si mette le mani. Lorenzo non va oltre le quattro prese, e la sberla di 1100 ci costa 14 MP.
Ma niente paura, ci rimettiamo in carreggiata alla successiva, la 22.

Duboin piazza un senza anomalo in apertura, Madala vola a 4 cuori previa transfer e il contratto è imperdibile. Anche gli olandesi arrivano a 4 cuori in due battute (1 quadri – 3 cuori – 4 cuori) ma a questo punto sale in scena Versace che riapre di contro, per cui è Lauria a giocare 4 picche. Che si farebbe pure, ma nel finale Lorenzo muove le fiori partendo di J e deve quindi pagare il nove quarto a De Vijs. Poco male vista la situazione perché sono comunque 11 per noi.
Surlevée per noi alla 23 e pari la 24 (dove si fa di nuovo un 5 quadri inchiamabile), siamo 18-20 a metà gara.
Seguono altre tre mani pari e si arriva alla 28, dove perdiamo 6 in un modo curioso.

In chiusa dopo due passo apre Duboin in Est di 1 quadri, Ovest risponde 1 cuori e Nord interviene a 1 picche. 2 cuori di Duboin, contro di Verhees che non ha ancora detto niente ma è il più forte della compagnia, Nord ripete le picche e se le gioca facendone 3.
In aperta De Vijs apre al solito di 1SA e dopo due passo Versace riapre di contro. Lauria frigge dal desiderio di vendicarsi per l’umiliazione del 1100 precedente e decide di trasformare speculando sull’incasso delle picche. Non è la mano giusta perché a 1SA si va 1 down soltanto ma Est, sapendo con cosa apre di 1 SA il suo amico quando è di buonumore, e non sapendo invece che le quadri corrono, fugge a 2 quadri (ne farebbe tre). Altri due passo e Lauria, il cui progetto è fallito, si accontenta di 2 picche. Non so come la prenda Alfredo, certo è difficile vedere la sesta debole di là, sta di fatto che dice 3 fiori che resta il contratto finale. La mano sembrerebbe vagamente fattibile, ma alla fine si produce un finale in cui il giocante deve muovere picche dal morto mandando in promozione l’8 di atout di Ovest. 1 down, strano doppio score.
Si finisce con mani pari (perdiamo ancora un punto vagante all’ultimo board giocando 3SA + 1 invece di 4 picche +1), ma la 29 ve la devo far vedere.

Si gioca 5 quadri dopo che Est ha dichiarato la bicolore minore e negato il fermo di picche. Al volante c’è Est mentre l’attacco spetta a Sud che è Versace. Versace seleziona il 2 di picche.
Come vedete, il giocante ha una strada maestra, che è quella di stare basso: la difesa non potrà incassare più di 2 picche, la terza la scarteremo e ci giocheremo la manche sull’impasse in atout.
C’è un’opzione alternativa, ed è quella di mettere il K di picche e scartare una seconda picche sul K di fiori; poi fare l’impasse in atout per la surlevée.
La prima strada è riservata alle situazioni in cui il difensore che attacca è un giocatore normale.
La seconda la usiamo quando ad attaccare è uno come Versace, o pochi altri; uno che abbia la capacità di diagnosticare che il K di picche o è al compagno o è al morto, e che abbia il coraggio di mettere in pratica la sua idea.
Muller, Versace lo conosce bene, e quindi sa che avrebbe attaccato piccola picche con o senza Asso. E quindi, alla fine, si gioca il suo expasse al 50%, e gli va bene. Stoccata e parata, gran gioco!
Il risultato finale è 27-18 per gli olandesi.
Sconfitta contenuta contro una pretendente al titolo e punteggio basso, sintomo di buon bridge. L’incontro è in pratica stato deciso da un evento un po’ casuale come è sempre una penalizzazione a basso livello, ma i nostri quattro moschettieri sono sembrati tonici e sul pezzo.

Vediamo come stiamo messi nei vari tornei dopo questa giornata dal bilancio largamente positivo.

La squadra Open chiude con un saldo in attivo ma che avrebbe potuto essere migliore. Sugli scudi la netta e brillante vittoria contro un cliente rognoso come Israele, ma si poteva certo fare di più contro l’Egitto; qualche colpo negativo ci ha sottratto il risultato pieno. La sconfitta di misura contro l’Olanda è invece ordinaria amministrazione. Ci siamo comunque tolti due clienti rognosi dal calendario, e siamo in pieno gruppo. Per il vero siamo scivolati al dodicesimo posto, ma in una classifica cortissima nella quale il quarto (la Norvegia) ha solo 5 VP più di noi.
In testa Usa 2 ha ripreso il comando, seguono non lontane Danimarca e Olanda che hanno scavato un piccolo margine di oltre 10 VP sul gruppo, che come detto è molto compatto. I prossimi incontri sbroglieranno inevitabilmente una situazione che risulta al momento complicata.

La metamorfosi della squadra Ladies ha qualcosa di sbalorditivo. Non che questa rimonta non fosse attesa, nel mio piccolo anche io ieri sera l’avevo pronosticata: ma ritrovarle stasera al sesto posto pienamente inserite nel lotto delle qualificate non era proprio immaginabile, non per il valore della squadra, che è a mio giudizio indiscutibile, ma per il ritardo accumulato nel corso di una giornata tempestosa. E invece: primo 20-0 agli Usa 1 (scusate se è poco), poi 17 abbondanti all’India, e infine secondo cappottone al Portogallo, che magari di fronte alla furia delle nostre è sembrato poca cosa ma prima del match con noi ci stava avanti ed era sopra la metà classifica.
Al momento c’è la Polonia che guarda tutti dall’alto; segue la Danimarca a una decina di VP, e terza c’è la Norvegia.

Per i seniores dopo due nette vittorie è arrivata una sconfitta di misura contro la Turchia. Anche in questo caso punteggio basso e passivo contenuto, del tutto ammortizzabile. Anche perché siamo ben assestati al terzo posto, mentre USA 1 ha ripreso il comando tallonata dalla Danimarca. La squadra è forte e sicura dei propri mezzi e il Checco (che è arrivato stamattina) sembra tranquillo e fiducioso.

Giornata trionfale, infine, per i Mixed ancora imbattuti. Tre nette vittorie, la prima contro un’avversaria scomoda come Usa 2 (secondo Cima è stato un incontro di wrestling più che di bridge, botte da orbi tutto il tempo) e poi abbiamo monetizzato il calendario in discesa marcando tanto contro Cile e Guatemala. Siamo primi meritatamente, ci segue la Romania da vicino e poi, più distante, la Germania che abbiamo battuto ieri. Stanno giocando tutti bene, e qua e là pizzichi di buona sorte aiutano il cammino.

Che dire dopo una giornata felice, con 10 vittorie su 12, alcune larghissime e importanti, e solo due sconfitte di poco scarto? Grazie ragazzi e ragazze, a nome di tutti i tifosi a cui avete fatto vivere una bella giornata. E ora andiamo avanti.

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Viale dei Gladiatori, 2 00135 Roma
Stadio Olimpico – Tribuna Tevere
Ingresso 30 – Stanza 217