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And the winners are

Si sono disputate oggi le finali dei cinque campionati del mondo giovanili, che hanno aggiudicato vittoria e piazzamenti. Si è giocato come per tutti gli altri KO sulla distanza dei 56 board (14 per 4 tempi).

Incominciamo questa volta a raccontare come è andata partendo dai maschietti. In ordine di età, nell’Under 31 ha vinto la Francia, che ha sconfitto il Belgio in finale. I transalpini hanno messo una cinquantina di MP in cascina nei primi due tempi, e hanno poi resistito all’abituale rimonta degli avversari, che già avevano passato i turni precedenti allo sprint, vincendo con 23 MP di vantaggio. Il ribaltone c’è stato per il bronzo, dove l’India negli ultimi sei board ha rovesciato il match e sconfitto la Cina (le finali per il terzo e quarto posto si giocavano su tre tempi).

Molto netta nell’Under 26 la vittoria dell’Olanda su Singapore. Due tempi dominati dai tulipani, una rimonta importante degli asiatici che risalivano fino a -28 (primo board dell’ultimo tempo), ma poi l’Olanda ha riaperto il fuoco e alla fine ha quasi doppiato gli avversari, ai quali va comunque riconosciuto il merito di un percorso straordinario, dopo una qualificazione thrilling, con vittime di peso assoluto: argento meritatissimo. Altro rovesciamento di sorti anche qui per il bronzo, e ben più eclatante, perché Israele stava dominando sulla Polonia ma è riuscito nelle ultime 14 mani a vanificare un vantaggio di ben 37 MP perdendone 43 e cedendo ai polacchi il gradino basso del podio. Questi cali di tensione, uno dei quali aveva come forse ricorderete messo a rischio il quarto di finale contro di noi, sembrano rappresentare il limite di una squadra altrimenti fortissima.

Scendiamo di età e arriviamo all’Under 21: anche qui, sorpassi e controsorpassi, i KO hanno un fascino perverso ma innegabile. Leggero vantaggio iniziale della Danimarca, robusto sorpasso degli USA che portandosi a +36 pensavano di aver messo una seria ipoteca sulla vittoria, monologo dei danesi negli ultimi due tempi con vantaggio finale di 39 MP. Il bronzo è andato a Israele, netto vincitore della Cina.

E raggiungiamo infine il torneo dei bambini, l’Under 16, dove si giocava su tre tempi anche la finale per l’oro. Dopo due tempi equilibrati prevaleva nettamente nel terzo la Polonia su USA 2, mentre per un solo MP gli americani di USA 1 sconfiggevano l’Estonia nella finale di consolazione.

Ho tenuto per ultimo, questa volta, il torneo femminile perché il finale è stato davvero thrilling, e ve lo voglio raccontare con calma. Erano di fronte Francia e Polonia a giocarsi oro e argento, e ad ogni turno la vittoria aveva cambiato padrone: +9 per la Polonia, +13 per la Francia, di nuovo +20 ai baltici che in queste montagne russe sembravano aver preso il sopravvento. Macché, dopo le prime cinque mani dell’ultimo turno le due contendenti erano in perfetta parità, 83-83. Nelle due successive, +5 alla Polonia e +5 alla Francia: di nuovo pari. E nel board successivo, la polacca che giocava in Sud in aperta, evidentemente stanca ed emozionata, ha perso la più banale delle surlevée, andando a prendersi un taglio in una mano ormai terminata. Francia a +1, e io ho sperato con tutto il cuore per la povera Morawska che non finisse così, con altre sei mani pari, perché perdere un mondiale in questo modo altro che Tamigi: nemmeno il Rio delle Amazzoni sarebbe bastato per annegare un simile dispiacere.

E non è finita lì, infatti: dapprima la Francia ha aumentato il vantaggio a +3, e poi è arrivata la mano che ha deciso l’incontro:

Niente di speciale, un 4 picche banale che si gioca e si fa sull’impasse a fiori. Le polacche con il Polish lo hanno chiamato in fretta: 1 fiori, 1 quadri, 2 picche, 4 picche, e l’attacco J di fiori ha tolto ogni suspence alla mano. Anche in naturale, dopo l’apertura di 1 picche la manche non si può mancare, qualsiasi tipo di fit decida di dare Est. Ma la francese in Ovest ha aperto (non so se per scelta o perché era l’unica apertura prevista dal sistema) di 2SA. Si deve parlare, in Est? Ovviamente senza sapere della quinta di picche di fronte è tutto molto più difficile: perfino con la mano ad hoc che porta 16 punti su 19 sulle sue lunghe, la manche è fifty-fifty. Parlare sembra proprio andare a cercare le carte del miracolo, mi sembra di poter dire.

Il mondiale sembra quindi dipendere dalla posizione del K di fiori, ma in realtà non è così perché se fosse caduta la manche sarebbe andata sotto anche la francese a 2SA, e probabilmente in modo più rovinoso perché, smontata a quadri sull’attacco (e già miracolata dalla posizione del 10), tentando l’impasse di fiori avrebbe preso molto poco. Di fatto, il mondiale è stato deciso dall’aver trovato o no il fit picche in questo board.

Nessuna emozione per il bronzo, in questo torneo: la Norvegia ha fatto un break di +66 nel primo turno contro l’Olanda, e lo ha difeso senza patemi fino in fondo.

L’indubbia padrona di questo mondiale è stata la Polonia: presente in tutti i KO con cinque qualificazioni su cinque, tre semifinaliste e vittoria in tutte le finali a cui ha partecipato, con un bilancio sfolgorante di due ori e un bronzo. Se il buongiorno si vede dal mattino, i polacchi stanno preparando un futuro davvero radioso. Tre medaglie anche per gli USA (due argenti e un bronzo) e molto bene anche la Francia con un oro e un argento. Nessun altra nazione ha vinto più di una medaglia.

Si sono conclusi anche i BAM di consolazione: la nostra Under 26 è entrata nel girone A dove ha lottato a lungo nelle prime posizioni, arrivando anche al secondo posto, ma scivolando poi fino alla nona posizione finale. Ha vinto la Grecia Under 26, e anche i greci pur senza medaglie nel mondiale hanno giocato un ottimo Veldhoven (ricordiamo i due ori nell’europeo precedente).

E così è  terminata questa lunga kermesse veldhoveniana. Assegnate le medaglie di metalli vari, conclusi i board-a-match di consolazione, scende il sipario che si riaprirà presto a Marrakech, dove di scena saranno fratelli e sorelle maggiori per la Bermuda Bowl e gli altri campionati del mondo.

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