Diario di bordo del Consiglio Federale: il cantiere è aperto

Salsomaggiore Terme, 1° febbraio 2026. Una domenica fredda, un po’ umida, con quell’aria emiliana d’inverno che ti entra nelle ossa. Devo ammettere una cosa: a Salsomaggiore in questo periodo dell’anno non c’ero mai stato. La conosco di primavera, d’estate, d’autunno, per i campionati. D’inverno è un’altra cosa — più raccolta, più silenziosa, quasi concentrata su se stessa. All’Hotel Villa Fiorita il Consiglio Federale è riunito attorno a un ordine del giorno che pesa più dei precedenti. Non per il numero di punti — undici — ma per quello che c’è dietro: la sensazione, condivisa, che i mesi delle fondamenta siano finiti e che adesso tocchi decidere cosa costruirci sopra.

I consigli precedenti hanno messo in ordine la casa: nomine, commissioni, organigramma. Questo è il primo che guarda fuori dalla finestra e si chiede dove andare. La differenza si sente nell’aria. E parte da una premessa che non è scontata per una federazione sportiva: i numeri.

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Il punto di partenza: guardare in faccia la realtà

Prima di raccontarvi le delibere, devo spiegarvi cosa è successo prima del Consiglio. Nelle ultime settimane ho fatto quello che ritengo sia il lavoro meno glamour e più necessario di un vicepresidente: mi sono messo a studiare i numeri della Federazione. Tutti. Tesserati, trend, conversioni, abbandoni, distribuzione territoriale. Un’analisi chirurgica, senza sconti e senza filtri.

Il quadro che ne è emerso non è drammatico, ma è un quadro che chiede coraggio. Chiede di smettere di fare le cose come si sono sempre fatte, e di chiedersi con onestà: stiamo davvero creando le condizioni perché il bridge cresca? O stiamo chiedendo alle nostre Associazioni di vendere un servizio per il quale non esiste ancora una domanda strutturata?

Quella domanda — scomoda, necessaria — è diventata la base di partenza della strategia di marketing e sviluppo che ho presentato al Consiglio, e di cui vi parlerò tra poco.

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Organi di Giustizia: esperienza e rinnovamento

Il Consiglio ha nominato i nuovi Organi di Giustizia per il quadriennio. Vado veloce, perché la cosa importante qui non è l’elenco dei nomi ma il criterio: abbiamo cercato un equilibrio tra esperienza consolidata e volti nuovi, più giovani, che portano energia e sguardi freschi sulla materia. Il Tribunale Federale, la Corte Federale d’Appello, il Procuratore Federale, il Giudice Sportivo — ogni casella è stata riempita dopo un invito pubblico a manifestare interesse e una valutazione della Commissione di Garanzia.

È nato anche un Comitato Etico, dedicato alla lotta al cheating, e un Comitato Esperti che supporterà gli Organi di Giustizia nella disamina tecnica bridgistica. Due strumenti che dicono una cosa semplice: il bridge pulito non è uno slogan, è un’infrastruttura.

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I progetti: qui cambia tutto

Arriviamo al cuore pulsante di questo Consiglio. Cinque progetti approvati in un pomeriggio. Cinque cantieri che si aprono contemporaneamente. E non è retorica: è il segnale che questa Federazione ha deciso di muoversi.

Bridge nelle carceri minorili

La Commissione Inclusione ha presentato un progetto che mi ha colpito nel profondo: portare il bridge nelle carceri minorili. Insegnare a ragazzi che stanno vivendo il momento più difficile della loro vita uno strumento di crescita personale — ragionamento, strategia, collaborazione, rispetto delle regole. Il Consiglio ha approvato le linee di massima e chiesto alla Commissione di sviluppare un progetto pilota. Sarà complesso, lo sappiamo. Ma è esattamente il tipo di cosa per cui vale la pena provare.

Italian Bridge Tour

La Commissione Calendari, Campionati e Classifiche ha proposto l’IBT — Italian Bridge Tour: un circuito che valorizza i tornei esistenti inserendo i partecipanti in una classifica individuale nazionale, con un evento conclusivo a inviti. L’idea è semplice e potente: dare ai giocatori un motivo in più per partecipare ai tornei sul territorio, creare un filo conduttore che attraversa l’intera stagione. L’IBT avrà uno spazio dedicato sul sito federale con classifica e montepremi sempre aggiornati. Il Segretario Generale lavorerà alla proposta attuativa.

Brand Identity federale

La Commissione Sviluppo-Immagine/Propaganda-Marketing — sì, il nome è lungo, d’ora in poi chiamiamola Commissione Sviluppo, che ci capiamo — ha presentato un progetto di supporto alle Affiliate per l’utilizzo del logo federale. Sembra una cosa piccola, non lo è affatto: un’identità visiva coerente significa riconoscibilità, professionalità, senso di appartenenza. Ogni circolo che espone il marchio della FIGB in modo corretto e uniforme racconta la stessa storia a chi entra dalla porta per la prima volta.

Piattaforma SOFIA

Sempre dalla Commissione Sviluppo arriva un altro progetto, questa volta rivolto al mondo della scuola. SOFIA è la piattaforma del Ministero dell’Istruzione dove i docenti trovano offerta formativa e ottengono crediti. Inserire il bridge in quel catalogo significa aprire una porta enorme: insegnanti che scoprono il nostro gioco non per caso, ma attraverso un percorso istituzionale riconosciuto. La Commissione Insegnamento guiderà lo sviluppo.

Work Bridge

Paola Cannavale ha portato al Consiglio il progetto Work Bridge: il bridge nei CRAL aziendali. L’intuizione è interessante perché intercetta una fascia di popolazione che già si ritrova regolarmente dopo il lavoro, con tempo dedicato allo svago e voglia di stare insieme. I CRAL sono ambienti dove la socialità è il collante naturale, e il bridge si inserisce in quel contesto senza forzature — un’alternativa ludico-sportiva che non richiede palestre né attrezzature, solo tavoli, carte e la voglia di ragionare insieme. La Commissione Sviluppo approfondirà il progetto.

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La strategia di marketing e sviluppo: cambiare la domanda

E poi c’è il discorso grande. Quello che tiene insieme tutti i progetti di cui vi ho appena parlato e li colloca dentro una visione più ampia.

Dall’analisi di cui vi parlavo emerge una storia che conosciamo tutti, ma che forse non ci siamo mai detti con sufficiente chiarezza: il bridge italiano ha un problema di domanda, non di offerta. Le nostre Associazioni sanno insegnare, sanno organizzare, sanno accogliere. Ma lavorano in un contesto dove il potenziale nuovo giocatore, nella stragrande maggioranza dei casi, non sa nemmeno che esistono. Non sa dove si gioca, non sa come si comincia, non ha idea di cosa aspettarsi.

Il problema, quando lo guardi dai numeri, diventa limpido: noi chiediamo a ogni singola Associazione di fare contemporaneamente marketing, comunicazione, acquisizione e formazione. È come chiedere a un ristorante di cucinare e contemporaneamente costruirsi la strada che ci porta i clienti. Non funziona. O meglio, funziona fino a un certo punto — quello a cui siamo arrivati.

Allora la domanda diventa: qual è il ruolo della Federazione in tutto questo? La risposta che ho portato al Consiglio è semplice nel principio e complessa nell’esecuzione: la Federazione deve diventare l’abilitatore del sistema. Deve occuparsi di creare domanda qualificata — far sapere alle persone che il bridge esiste, che è accessibile, che c’è un posto vicino a loro dove possono impararlo — e poi accompagnarle fino alla porta dell’Associazione. Da quel momento in poi, è l’Associazione che fa il suo lavoro, che è quello che sa fare meglio: la relazione, l’insegnamento, la comunità.

Non sostituire nessuno. Ridefinire chi fa cosa.

Ho presentato al Consiglio le linee di una strategia triennale che si muove in questa direzione. La presenterò in modo completo e dettagliato nel prossimo consiglio tecnico, ma l’obiettivo di fondo è chiaro: costruire un percorso senza attriti che porti una persona dalla curiosità iniziale fino all’iscrizione a un corso, usando strumenti digitali, comunicazione mirata e standard condivisi. Il tutto governato dai dati, non dalle impressioni.

Sarà il tema centrale delle prossime settimane di lavoro. Per ora vi basti sapere che c’è un piano, e che la prossima puntata di questo diario ve ne racconterà ogni dettaglio.

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Le altre delibere: la macchina che gira

Il Consiglio ha lavorato anche sulla gestione ordinaria — che poi tanto ordinaria non è, perché è la macchina che tiene in piedi tutto il resto.

La convenzione quadriennale con Riccione per il Festival Over 65 è stata firmata: quest’anno si gioca dal 24 al 31 maggio, e per la prima volta ci sarà anche un Festival Allievi (28-31 maggio). Si sono definiti i contributi per i tornei nazionali e internazionali: 1.000 euro per le ASD organizzatrici di tornei nazionali, 2.000 per gli internazionali, più materiali di gara e premi d’onore federali. Si è proposta una nuova classifica delle ASD/SSD basata su parametri di attività — un modo per premiare chi si impegna sul territorio.

Abbiamo aggiornato la normativa sistemi e approvato l’allocazione dei contributi Sport e Salute per il 2026 con una ripartizione equilibrata tra alto livello e attività di base.

Una nota a parte merita la vicenda del Comitato Regionale Liguria. Il Consiglio ha acquisito un parere legale esterno dal quale è emersa l’illegittimità della composizione dell’attuale organo regionale, ai sensi dello Statuto federale. Ne è conseguita una decisione che non abbiamo preso a cuor leggero: la dichiarazione di illegittimità e il commissariamento del Comitato, con la nomina di Antonio Muzzini a Commissario Straordinario. È una misura necessaria per ripristinare la regolarità statutaria e garantire ai tesserati liguri una rappresentanza pienamente legittima. Il Commissario lavorerà per portare il Comitato a nuove elezioni nel più breve tempo possibile.

Per chi segue l’attività giovanile: è in arrivo a breve la circolare sul Campionato Societario Allievi. Restate sintonizzati.

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La settimana prossima: si continua

Questo Consiglio non è un punto d’arrivo. La settimana prossima e nei prossimi mesi ci rivedremo per un consiglio tecnico dedicato all’approfondimento dei progetti approvati e alla presentazione completa della strategia di marketing e sviluppo. Approvare le linee di massima è il primo passo; adesso bisogna scendere nei dettagli — tempistiche, responsabilità, risorse, indicatori di successo.

Vi dico la verità: quando a fine giornata siamo usciti dalla Villa Fiorita, c’era un misto di entusiasmo e di consapevolezza del lavoro che ci aspetta. I progetti sono tanti, le risorse non sono infinite, il tempo è sempre meno di quello che servirebbe. Ma abbiamo una direzione, sappiamo perché l’abbiamo scelta, e non abbiamo intenzione di fermarci.

Lavoriamo per farcela. E intanto, vi raccontiamo tutto.

Alle nostre Associazioni, un messaggio: quello che sta prendendo forma riguarda anche voi, anzi soprattutto voi. Nei prossimi mesi arriveranno strumenti nuovi, opportunità concrete e un modo diverso di lavorare insieme. Preparatevi a essere parte attiva di questo cambiamento — ne avremo bisogno.

A presto con il prossimo capitolo.

Alberto Giovanni Gerli Vicepresidente FIGB

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