E poi non ne rimase nessuno…

Open teams, quarti di finale

Si sapeva che sarebbe stata dura contro Knottenbelt: avevo premesso che l’assenza di Leonardo Cima si sarebbe fatta sentire. Il primo segmento è cominciato subito in salita per Bianchi, pur senza pagare uno svantaggio insormontabile (-18), ma l’equilibrio degli altri tre turni ha fatto sì che tale gap decidesse tutto l’incontro. Il secondo set è stato perso di misura e il terzo e il quarto vinti di un soffio: il -13 finale (90-103) fa male, ma la squadra esce a testa altissima: domani la semifinale A della Swiss Cup per provare a resettare tutto e ricominciare di nuovo.

Swiss Cup, semifinale A

Oggi è iniziata la prima giornata della semifinale A della Swiss Cup che qualificherà in finale A da 16 a 18 formazioni (dipende dalle due semifinaliste perdenti nei KO).

Una curiosa statistica riguarda Breno (13°) e Overdeck (16°), le due italiane (o quasi) meglio posizionate: entrambe reduci da una giornata di poco sopramedia, il punteggio ottenuto dalle due è quasi uguale, benchè i secondi oggi abbiano vinto un solo match e i primi tre. Il team della Valcamonica ha perso un incontro pesantemente, mentre Overdeck ne ha stravinto uno e perso gli altri tre con un margine accettabile. Al momento sono qualificate, ma stanno entrambe danzando sull’abisso: inoltre entreranno alcuni team eliminati dalla gara principale, e ciò rende il tutto ancora più incerto.

Più attardata invece Nikos, che ha passato una domenica fosca (un solo incontro vinto e 29 e rotti punti all’attivo) ed è calata al 28° posto. Speriamo che il meccanismo swiss dia loro in dote un calendario da risalita.

Swiss Cup, semifinale B

Come dicevo ieri, da qua se ne qualificano solo due, ma essendo solo 12 squadre non è un’impresa così proibitiva, benché comunque ardua. Si stanno ben comportando Cafiero (terza) e Bortoletti (quarta), entrambe pienamente in lizza. Le due formazioni in cima non sono vicinissime, ma c’è una buona notizia: essendosi ambedue già incontrate, la prima domattina sfiderà Bortoletti e la seconda Cafiero: due scontri diretti per ridurre le distanze e iniziare a fare sul serio.

Squadre miste

Dopo i primi tre incontri del giorno nessuna delle nostre era messa benissimo: Bernal, partita con una secca sconfitta contro la buona Daisy Chain comprendente più giocatori francesi di alto calibro, e ripresasi un po’ con due vittorie di misura (12,16 e 10,66), mentre Spezia Bridge ha iniziato con un paio di sconfitte, la prima delle due contro Carè, mostrando piccoli segnali di ripresa al turno successivo.

Ma quando iniziava ormai a fare buio nella fredda cornice praghese, entrambe le formazioni hanno visto la luce: Bernal ha collezionato 14,85 VP con Nettleton, che pure schierava i forti inglesi Gold e Paske, e Spezia ha superato Group One Team (non male anche quello: tra loro il campione olimpico 2024 Rafal Jagniewski). Sono rispettivamente 25° e 27°; ringraziamo che non sia finita stasera, dato che in semifinale A ne passano 24 (le sicure sono 22, ma non dovrebbero esserci drop in)!

Discorso a parte merita il team Carè, anche loro reduci da una falsa partenza dopo un secondo turno da dimenticare. Ma negli ultimi due non solo si sono ripresi così alla grande da piazzarsi alla dodicesima piazza provvisoria, ma l’hanno fatto con Lundberg (16,55) comprendente due giocatori come Hult e Bertheau, e si sono ripetuti con Ashe (16,21), pur forte di due dame di qualità (Jovana Maricic ex Zoranovic che ogni tanto si vede anche in Italia, e Judith Duursma) e di Martin Schaltz, danese, anche lui ottimo giocatore neo-argentato alla recente Bermuda Bowl. Insomma, due belle sorprese!

Coppie open

Prima di tutto mi corre l’obbligo di scusarmi con Claudio Sartorio e Giorgio Martini per essermi completamente dimenticato di citarli ieri (lapsus forse dovuto all’ora tarda), mentre la coppia Caffarena-Marini ha ritirato la propria iscrizione senza scendere in campo.

26 coppie si sono qualificate alla semifinale A, e due di esse portano la nostra bandiera: bravi dunque Savini-Balanescu (19°, 52,20%) e Carletti-Vignaga poco sotto (21°, 52,06%), questi ultimi leggermente flessi nell’ultimo turno ma comunque salvi per un pelo. Il carry-over non sarà amico di entrambi i sodalizi, ma La Palice direbbe che è più facile entrare in finalissima dalla semifinale A (ne entrano da 10 a 13, dipende dai drop-in dai KO già menzionati sopra), che dalla B, dove addirittura sarà promossa solo la prima classificata! Semifinale nella quale purtroppo terminano Failla-De Michelis (32°, 48,50%) e Sartorio-Martini (34°, 47,79%); i primi hanno pagato una cattiva sessione iniziale (43,15%), i secondi invece quella successiva (40,64%), dopo una buona partenza. Sarà durissima… ma nulla è ancor

The post E poi non ne rimase nessuno… first appeared on Bridge d’Italia Online.