L’europeo degli altri

Ieri abbiamo parlato della spedizione italiana, cercando di razionalizzare il disastro che ne è risultato e ipotizzando qualche possibile soluzione. Ma ovviamente, al campionato Europeo che si è giocato nei giorni scorsi a Riga, Lettonia, c’erano anche gli altri. Come è andata a finire probabilmente lo sapete già, ma ve lo raccontiamo anche noi.

Nel torneo principale, quello Open, come ricorderete era andata subito in testa la Danimarca, ma circa a metà torneo l’aveva raggiunta la Norvegia. Il lungo testa a testa tra le due nazioni nordiche, durante il quale più volte si sono sorpassate e controsorpassate, è stato vinto dalla Norvegia. Ci abbiamo messo lo zampino anche noi, sconfiggendo la Danimarca all’ultima giornata, ma anche se i danesi avessero fatto 20 nel match con l’Italia non sarebbe stato sufficiente per scavalcare gli scandinavi, pur battuti anche loro dalla Francia all’ultimo turno.

La Norvegia è l’unica squadra a essersi ripetuta: era infatti campione in carica avendo vinto nel 2024 a Herning, davanti a Svizzera e Italia (eh già). Rispetto alla formazione di allora ci sono ancora quattro elementi su sei: Bakke e Brogeland, che hanno ormai vinto e stravinto qualsiasi cosa, hanno giocato ancora in coppia insieme, mentre Helgemo e Grude si sono separati. Il primo ha scelto come compagno il giovanissimo ma già affermatissimo Nicolai Heiberg-Evenstad, addirittura 18 anni ma quest’anno secondo nell’Open dei Winter Games. Grude invece ha giocato con Erik Berg che i WInter Games nel 2023 li aveva vinti.

Questa miscela di vecchio e nuovo ha funzionato meravigliosamente: tutte e tre le coppie sono fra le prime otto della Butler, e la migliore è proprio quella di Helgemo e del ragazzino, quarti. Tra parentesi, i migliori della Butler sono i vecchi lupi olandesi Muller-De Wijs, seguiti dalla nostra vecchia conoscenza Dennis Bilde in coppia con Martin Schaltz.

Seconda dunque una spettacolare Danimarca, e terzo Israele, altra squadra molto giovane che ha affiancato a Zamir-Toledano (coppia superaffermata a livello mondiale che abbiamo visto giocare anche in Italia, ma che comunque tanto in là con l’età non sono nemmeno loro) quattro giovani che l’anno scorso sono arrivati quarti all’Under 26 di Salsomaggiore. Hanno fatto un ottimo campionato a RIga, senza mai uscire dalla lotta per il podio, e alla fine sono arrivati quasi a minacciare l’argento danese, chiudendo a soli 3 VP di distanza, e prendendosi il lusso di strapazzare all’ultima giornata i vicecampioni in carica, la Svizzera, e di buttarli fuori dalla qualificazione al mondiale.

Già, perché l’argento e il bronzo di Herning – i pseudosvizzeri e noi – non sono riusciti a stare nelle prime otto. Degli azzurri sappiamo, la Svizzera ha sempre galleggiato tra dentro e fuori, lunedì sera era in pieno calderone ma l’ultimo giorno ha subito due KO micidiali da Belgio e appunto Israele, che l’hanno sprofondata al 13esimo posto. Kalita-Klukowski sono stati i soliti caterpillar, decimi in Butler, ma il resto della squadra non è stato alla loro altezza.

Le altre qualificate per Bridgetown sono Olanda, Svezia, Inghilterra, Islanda (l’unica relativa sorpresa) e Francia. I francesi hanno ballato sempre sulla linea rossa, e all’ultimo turno hanno dovuto andare a sconfiggere i campioni per rimanerne al di qua. Insomma, qualificarsi non era facile e lo sarà sempre meno, visto il livellamento a cui ho accennato ieri: fuori il Belgio, fuori Svizzera e Italia, e fuori ancle la Polonia addirittura 21esima (ma a quanto pare il serbatoio polacco incomincia a non riuscire più a colmare le incursioni di Zimmermann: tre dei top player polacchi sono naturalizzati elvetici, come sappiamo).

Veniamo al campionato Ladies. Sembrava fatta per l’Olanda, che a due turni dalla fine aveva 18 VP di vantaggio sull’Inghilterra e oltre 30 sulle altre inseguitrici: ma negli ultimi due turni le sconfitte contro Israele e Turchia sono costate care alle ragazze dei Paesi Bassi, perché l’Inghilterra ha piazzato uno sprint finale strepitoso e le ha sopravanzate. Per una curiosa coincidenza di calendario le due squadre avevano le stesse avversarie (la terza era la Spagna), ma le inglesi hanno spremuto oltre 50 VP dalla giornata, mentre le olandesi hanno superato di poco i 20! Brave quindi a Bedford, Brown, Erichsen, Norman, Senior e Smith che hanno saputo cogliere l’occasione al volo.

Grande battaglia anche per il bronzo: lunedì sera era terza la Svezia, ma nei tre incontri del martedì la medaglia ha cambiato tre volte proprietario: prima la Danimarca, poi la Norvegia, e alla fine se la sono ripresa le svedesi. Ricordo queste ragazze nel ’22 a Salsomaggiore: quando arrivavano al palazzo sembravano ragazzine in gita scolastica, accompagnate da un paio di maestre nemmeno tanto più vecchie di loro, e vinsero l’oro.

Danimarca, Norvegia, Francia, Polonia e Turchia completano la lista delle partecipanti ai prossimi mondiali. C’è un gradino importante che separa questo gruppo dalle inseguitrici, il livellamento fra le signore ancora non c’è, e colmare questo gap per chi sta sotto – l’Italia, decima, è proprio ai piedi di questo gradino – non sarà facile. Una prova di questo sta nel confronto con Herning 2024, dove vinse la Norvegia: sette delle otto qualificate di allora hanno ripetuto l’impresa a Riga. L’ottava, ahimé, è proprio l’Italia che in Danimarca fu quarta, ed è stata sostituita dalla Svezia che allora fu nona. Insomma, sul gradino superiore due anni fa c’eravamo a pieno titolo, e possiamo quindi tornarci.

Nei Senior, la Polonia partiva certamente come una delle squadre più accreditate per la vittoria finale, insieme a Danimarca e Francia: gente come Gawrys, Kwiecen, Starkowski, Martens non sembrava possibile tenerli lontani dal podio. Eppure la partenza dei polacchi era stata terribilmente fallosa, tanto che dopo 7 turni, quindi a un terzo di gara, erano addirittura 17esimi su 23. Ma a questo punto, per la squadra polacca è iniziato un altro torneo: hanno vinto 14 dei 16 turni successivi (due volte 20 a 0) perdendo solo con Italia (a -7) e Svezia (a -6). La rimonta si è completata al terzultimo turno, quando la Polonia si è issata in vetta per non scenderne più. Complimenti quindi a Bizon, Gawrys, Kwiecen, Martens, Starkowski,  e Witek.

Completano il podio Francia e Svezia, mentre le altre qualificate per i mondiali sono Danimarca, Olanda, Turchia, Germania e Bulgaria. Qui la qualificazione si è assegnata allo sprint, e come raccontato ieri solo nelle ultime mani la Bulgaria è riuscita a prevalere per un’incollatura su inghilterra e ahimé Italia.

Polonia e Francia guadagnano quindi una posizione rispetto a Herning, dove furono argento e bronzo, a spese dell’Olanda scesa dal primo al quarto posto, piazzamento che in terra danese era andato proprio all’Italia.

E infine il Mixed. Polonia anche qui, con maggiore sicurezza: si sono presentati al comando all’ultimo giorno, con una ventina di VP di vantaggio sul gruppo, e hanno mantenuto posizione e margine negli ultimi incontri. I polacchi si presentavano con uno squadrone di cui conosciamo bene molti giocatori, che militano in squadre italiane nei vari campionati societari e non: Katarzyna Dufrat, Danuta Kazmucha, Justyna Zmuda hanno giocato con Top One e Bridge Reggio Emilia, mentre Piotr Zatorski ha partecipato a tutti i recenti successi di Addaura. A loro si sono aggiunto, lato uomini, Hutyra e Marcinowski, complimenti a tutti.

Al secondo posto la Romania e al terzo Israele. Peccato per il simpatico Belgio, sempre sul podio per tutto il campionato fino alle ultime carte, e sopravanzato proprio sul filo di lana dagli israeliani. I belgi si consoleranno con la partecipazione al mondiale, in compagnia di Romania, Israele, Lettonia, Francia e Svezia.

Parliamo di nazioni. Due volte sul podio Polonia (con due ori!), Israele e Svezia, entrambe con due bronzi; un podio per Norvegia, Danimarca, Olanda, Inghilterra, Francia e Romania. Per quanto riguarda le qualificazioni ai mondiali, en plein per Svezia e Francia (quattro su quattro); a tre ci sono Danimarca, Olanda, Inghilterra (a un soffio dal 4 su 4, con i Senior noni a pochi centesimi) e Polonia; due qualificazioni per Norvegia, Israele e Turchia; e infine una rappresentante per Islanda, Germania, Bulgaria, Romania, Belgio e Germania.

Ho provato a fare una classifica assegnando punti a tutte le qualificate; 8 punti alla prima, e via scendendo fino a 1 punto all’ottava. Ne è derivato un grande equilibrio, l’ha spuntata la Svezia con 19 punti, ma a 18 c’è la Polonia, a 17 Danimarca e Francia, a 15 Olanda e Inghilterra, a 12 Norvegia e Israele. Queste sono le nazioni che a Riga si sono spartite l’Europa: e rispetto a Herning, purtroppo spicca la scomparsa dell’Italia passata da quattro qualificate a zero. E’ davvero triste ricordare che in Danimarca la classifica a punti l’avevamo vinta noi: ma nello stesso tempo, deve essere ispirazione al nostro risorgimento: sono passati solo due anni, non possiamo essere diventati tutti brocchi. Ce la faremo!

 

 

 

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