Hanno preso il via le World Bridge Series 2026, campionato che ci accompagnerà per due settimane con numerose manifestazioni a squadre e a coppie. In particolare, sono partiti ieri i campionati Mixed Teams e Senior Teams, che prevedono una fase iniziale di ben tre giorni di Swiss per i Senior e di due per i Mixed. La diversa organizzazione è dovuta al numero di squadre in gara che è molto differente: sono in pista soltanto 24 squadre per i Senior, mentre le squadre miste sono 99. Dunque i Mixes passeranno in 32 alla fase a KO partendo dai sedicesimi (e necessitano quindi di un giorno in più per queste fasi), mentre i primi otto Senior accederanno direttamente ai quarti di finale.
Come sempre terremo acceso il nostro faro principalmente sul comportamento delle squadre italiane, per intero o parziali. Nel torneo Senior abbiamo in gara in realtà un solo giocatore tricolore, Giorgio Duboin, inserito nella multinazionale di Zimmermann, per l’occasione costruita interamente con materiale alpino. Insieme a Giorgino, infatti, giocano il capitano svizzero, cioè Zimmermann stesso, e quattro vecchie glorie francesi: Abecassis, Bompis, Cronier (con cui sta giocando Duboin) e Levy. Che poi, vecchie glorie non va tanto bene perché è una locuzione che fa pensare a giocatori in disarmo e non più sulla breccia, mentre al contrario Zimmermann è al momento secondo e quindi molto ben posizionato per il passaggio di turno. Solo Milner, squadra infarcita di fuoriclasse fra cui spicca Zia Mahmood, è riuscita a stare loro davanti segnando addirittura 70 VP sugli 80 disponibili.
Si esauriscono qui, però, le note positive per il gruppo azzurro. Nel torneo Mixed siamo molto più rappresentati: ci sono infatti cinque squadre interamente italiane. Caré insieme alla capitana Livia Caré e a Federico Assenzo schiera due coppie campioni del mondo nella specialità e cioè Leonardo Cima e Barbara Dessì, e Federica Dalpozzo con Federico Porta. Abbiamo poi Cassio con i quattro romani Anastasia Di Lorenzo, Federico Iavicoli, Lorenzo Berrettini e Cristiana Laitano, Failla con Giuseppe Failla e Francesca Carnicelli, Paolo Clair e Carla Arslan, Tiziano DI Febo e Giovanna Piccioni, Marino con i quattro esperti spezzini Leonardo Marino, Rosanna Pisani, PierAndrea Marinoni e Elisa Romano coadiuvati dai padovani Gennaro Manganella e Alessandra Famiglietti, e infine Livia con Bernardo Biondo, Elisa Bellotti, Nicolò Fossi, Carla Gianardi, Valentina Dalpozzo e Alessandro Gandoglia.
L’elenco si completa con i battitori liberi: Massimiliano Di Franco, che gioca nella squadra coreana Seoul, Andrea Manno ospitato dalla multinazionale Ferm, e Irene Baroni che milita con il marito Thomas Bessis nell’altra multinazionale Miniter. Ed è proprio da Irene che cominciamo, perché il suo team è al momento l’unico posizionato nelle fatidiche prime 32, cioè nelle posizioni che domani sera assicureranno il passaggio alla fase a KO. Miniter è al momento 27esima, oltre 7 VP sopra media.
Come avete visto, anche le altre squadre italiane contengono quasi esclusivamente giocatori e coppie ben affermati nel panorama nazionale e internazionale: se per alcune di loro l’obiettivo era quello di ben figurare, altre potevano certamente aspirare al passaggio del turno. In questa prima giornata, però, nessuna italiana è riuscita ad accedere alle posizioni nobili della classifica: il livello in queste manifestazioni transational è altissimo, non c’è limite al numero di squadre che può schierare una nazione e quindi in classifica ci sono tante bandierine USA, polacche, cinesi, turche, tutte nazioni in grado di formare molte squadre di eccellente livello. Ci sono poi le multinazionali: i top player si raggruppano fra di loro, spesso sotto l’egida di uno sponsor, e formano teams al limite dell’ingiocabile.
In questo mare tempestoso i nostri velieri hanno un po’ rollato e beccheggiato, faticando a mantenere la linea di navigazione. Diciamo che tutti, chi più chi meno, hanno buoni margini di miglioramento. Era partita bene Carè, 19esima dopo due match, ma due sconfitte l’hanno fatta scivolare indietro, al 63esimo posto. Un pochino meglio Ferm con Andrea Manno (54esimo), poco dietro Caré c’è Marino e via via tutti gli altri. Niente è perduto, perché siamo solo a metà della qualificazione e nessun torneo come lo Swiss crea continui ribaltoni e capovolgimenti; inoltre nelle posizioni di bassa classifica si incontrano formazioni di livello inferiore, anche se qui il concetto di ‘squadra debole’ va ampiamente rivisitato. Certamente per le squadre più attardate servirà un’autentica impresa per il recupero, ma provarci non costa nulla, visto che le capacità tecniche ci sono.
Al comando c’è una squadra cinese, Jin Shuo, seguita da una multinazionale croato/ceco/turca: entrambe le squadre hanno marcato una ragguardevole media intorno ai 16 VP, veramente notevole. Vedremo se oggi sapranno confermarsi.
Nel primo turno dello Swiss Misto abbiamo avuto su BBO la squadra Caré opposta a una formazione polacca. L’incontro si è concluso 25-24 per gli azzurri: ecco uno swing dei nostri.

Dopo il passo di Ovest Nord deve aprire: la mano è limite, perché la giocabilità e la quarta di picche spingono per aprire a livello 1, ma d’altra parte le prese difensive sono scarse, e spesso in questi incontri brevi la necessità di disturbare è fondamentale. In questa mano però emerge un ulteriore tema, e cioè la necessità di non essere disturbati! Livia Caré in Nord indovina infatti ad aprire di 2 cuori, su cui Est non dice 3 fiori, e sulla chiusura a 4 cuori di Assenzo nessuno dice niente. Si pagano tre prese minori e si mantiene.
All’altro tavolo la polacca in Nord sceglie invece 1 cuori, e CIma interviene con 2 fiori (ma penso proprio che anche su 2 cuori non avrebbe taciuto). Sud surlicita per mostrare il buon fit, e Barbara Dessì trova l’eccellente difesa a 5 fiori (un down), su cui l’avversaria prova ancora 5 cuori ma la posizione del K di quadri la penalizza, 11 MP per Caré.
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