Ti racconto… le mani della European Champions’ Cup 2021 (2)

L’avvio della seconda giornata è stato preceduto da un controllo di sicurezza anti-COVID che ha modificato il programma ritardando l’inizio delle operazioni alle 14.

Chissà se questo ha disturbato la concentrazione dei nostri in gara, o ne ha alimentato la tensione. Di certo, viste le risultanze, non ha aiutato. Non siamo alla ricerca di scuse ma di spiegazioni, e i giocatori che hanno affrontato la seconda serie di incontri dopo il giro di boa di questa notte non sembravano gli stessi che ieri si erano posizionati al sesto posto della graduatoria, ben messi per lottare, se non per il primo posto, almeno per le posizioni di rincalzo.

In estrema sintesi: si è giocato nettamente peggio di ieri, la fortuna ha costantemente voltato le spalle ai nostri mentre spesso gli errori avversari non sono costati, e infine (ma soprattutto) nella giornata di oggi si annidava l’onere di affrontare in pratica tutte le formazioni più forti; ed è un dazio che abbiamo pagato ben caro.

L’Italia, non essendo in lotta, non è mai stata su BBO e quindi non abbiamo mani giocate da analizzare; e francamente mi sembra impietoso e antipatico far scorrere una serie di zeri solo osservando score e mani, senza conoscere il contesto nel quale sono maturate determinate scelte perdenti.

La prima mano del primo incontro mi è sufficiente a ben esemplificare questo velenoso cocktail di fattori negativi. Intanto, è vero che con il calendario non si negozia e si deve venire a patti, ma non è stato il massimo sedersi subito contro una Svezia in gran palla, che dall’alto della sua posizione di classifica ci ha mitragliato a freddo senza pietà.

I nostri eroi, che ieri erano stati perfetti nelle sequenze di grande slam, sono stati più imprecisi quando si è scesi a contratti più umili. Qui lo slam non è una buona scommessa, fuori di un Asso e del K di atout: da quando poi si parla di keycard, essere privi di due non rende impossibile che manchino due Assi o A e K di atout, e quindi normalmente si rinuncia. Gli svedesi si sono fermati, gli italiani sono planati a slam.

Giusto o sbagliato che sia, a carte viste comunque siamo al 50% quasi pulito: a confidare nella propria buona stella, oltre a noi sono state altre due coppie, i norvegesi e gli svizzeri (curiosamente a beneficiarne sono state le due squadre olandesi). La stranezza sta nel fatto che, guardando lo score, pare che noi lo giocassimo contrato, e non riesco a credere che con il K secco di atout fuori impasse un bridgista degno di questo nome abbia contrato uno slam: e in tal caso, mi chiedo a quanta distanza sia arrivato il giocante da schiantarglielo con l’Asso. E non posso fare a meno di chiedermi anche, forse con troppa generosità, se quel K di picche fosse stato in impasse quanto sarebbe cambiata la storia di questa giornata.

Forse non molto, perché in fin dei conti tutti gli incontri sono stati persi largamente e il logico risultato finale è stato l’ultimo posto, posizione che tuttavia non mi pare rispecchi il reale valore di questa squadra, che a livello nazionale vince e si piazza con frequenza. Il morale è una componente importante, e a questi livelli giocare avendolo sotto i tacchi significa avere già perso.

Pazienza, ci rimane negli occhi la rimonta di giovedì sera, qualche bello spunto, qualche incontro vinto o ben combattuto contro avversari fortissimi; e vedremo se la navicella pescarese riuscirà a rimettersi in assetto di navigazione per ben figurare nella poule finale che assegnerà le posizioni dal nono al dodicesimo.

Veniamo invece all’emozionante lotta per le prime quattro posizioni, La formazione svizzera, che aveva dominato la prima giornata arrivando anche ad accumulare un notevole vantaggio, ieri è partita male al punto che dopo tre incontri era fuori dalle prime quattro posizioni. Comandava la Svezia, che aveva sconfitto proprio gli svizzeri al nono e terzultimo round, alle loro spalle crescevano i norvegesi, in terza posizione si era saldamente assestata la formazione danese, e l’Inghilterra aveva sopravanzato il team di Zimmermann per un paio di VP. Si poteva considerare ancora in lotta la formazione olandese di Onstein 2; tutte le altre erano ormai irrimediabilmente attardate.

Il decimo e peunltimo turno vedeva l’improvviso crollo degli svedesi, che prendevano cappotto dall’Ungheria e venivano sorpassati dalla squadra della Norvegia, Bergen. Ci si presentava quindi al rettilineo finale con nessuna squadra ancora certa della qualificazione, perché tra la prima e la quinta passavano poco più di 15 VP, e il calendario proponeva lo scontro tra Norvegia e Svizzera. Questo sembrava penalizzare la formazione elvetica di Contact Club, perché gli inglesi avevano poco meno di 3 VP da recuperare e incontravano una ormai del tutto demotivata Pescara.

Il turno è stato molto emozionante e in pratica quasi ad ogni mano Svizzera e Inghilterra si strappavano vicendevolmente il quarto posto. Ma alla fine Zimmermann e soci hanno tenuto, e battendo nettamente la Norvegia hanno mantenuto la quarta posizione con circa 1 VP sugli inglesi, che come da pronostico hanno malmenato il team italiano. La sconfitta ha retrocesso al terzo posto i norvegesi, e al primo posto è sbucata la formazione di One Eyed Jacks della Danimarca, che pur avendo navigato sempre nelle prime posizioni mai era stata prima al comando, mentre la Svezia ha mantenuto il secondo posto.

Complimenti pertanto a Michael Askgaard, Anders Hagen, Kasper Konow, Lars Lund Madsen, Mikkel Bensby Nohr e Jacob Rohn, che sono ora chiamati a confermare le loro qualità nella poule finale, nella quale affronteranno in semifinale gli svizzeri (che di svizzero hanno invero ben poco, essendo in pratica una multinazionale), mentre nell’altra semifinale assisteremo a un derby del circolo polare tra i norvegesi di Bergen e gli svedesi di BK Lavec.

Noi incontreremo Galim, la formazione ungherese che ha concluso il round robin in nona posizione, avendo come obiettivo migliore il conseguimento del nono posto finale. In bocca al lupo, ragazzi.

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