Vi racconto le mani dei Campionati Allievi (2)

Campionato Allievi a squadre – Primo incontro

Un bello slam per cominciare, nemmeno troppo difficile da trovare. Se la licita incomincia con 1 picche – 2 quadri (livello 2 ampiamente giustificato, anche con 11 punti, dalla bellezza della bicolore), ecco che fit e forza sono stati trovati. Nord potrebbe fissare l’atout con 3 quadri (che superando il livello 2 mostra almeno una mano non minima), e ora il destino dello slam è nelle mani di Sud. Se decide di annunciare i suoi valori con 4 fiori, magari per assenza di buone alternative, toglie a Nord il dubbio residuo (gli avversari faranno due prese nel colore?) e gli permette di richiedere le keycard e di arrivare a slam.
Il gioco non presenta difficoltà, malgrado le atout 4-0: ci sono 12 prese semplicissime da incassare, battendo le atout e smontando l’Asso di fiori.

Sull’apertura di 1 quadri Sud può contrare con i nobili (fidando che il compagno preferirà scegliere un nobile piuttosto che le sgradite fiori). Ovest, malgrado la mano debole, dovrebbe fittare le quadri, approfittando anche della situazione favorevole di zona, e Nord mostrare le cuori; e sul contratto di 2 cuori la licita dovrebbe terminare. Se gli orizzontali decideranno di competere a 3 quadri, offriranno due opzioni agli avversari: contrarli e marcare 300, oppure rilanciare a loro volta arrivando a 3 cuori di facile mantenimento.
Est, anche per assenza di buone alternative, potrebbe centrare l’attacco in atout, fastidioso per il giocante. Sembra che non sia difficile affrancare le fiori con due tagli e raggiungere addirittura le undici prese cedendo solo i due Assi a Est, ma ci sono problemi di comunicazione insolubili, per cui molto probabilmente non andremo oltre le dieci prese (cinque prese in atout, quattro nei semi laterali e la fiori affrancata). Vediamo come: attacco preso al morto, Asso di fiori, K di fiori e fiori tagliata; atout per la mano e ancora fiori tagliata. Ora siamo costretti, per rientrare in mano allo scopo di battere l’ultima atout e incassare la fiori affrancata, a giocare sotto uno dei due K, cedendo due prese nel seme; ma poi l’expasse nell’altro seme ci porterà la decima presa (è comunque una situazione finale delicata, perché Est scarterà due volte sulle fiori, e noi dovremo giocare alla fine nel seme che lui conserva: provate a muovere le carte e capirete).

Nelle sottoaperture ci sono due scuole: chi le utilizza principalmente per infastidire gli avversari, e chi invece assegna loro un significato anche costruttivo. Questa mano è una buona cartina di tornasole per decidere in quale gruppo ci troviamo. Se sottoapriamo e sono gli avversari a vincere la licita, rischiamo di produrre dal compagno un attacco catastrofico tipo il K secondo; in compenso, se rinunciamo a dare loro fastidio azzeccheranno troppo spesso il contratto.
Sono due tesi entrambi rispettabili, e la valutazione va affinata mano per mano; se volete la mia opinione, questa mano si deve sottoaprire perché è complessivamente troppo forte, per cui la probabilità di essere noi i giocanti è alta; e se diciamo passo sarà poi molto dura mostrare il palo sesto.
Dal punto di vista tattico, poi, vi dò un consiglio: quando sulla sedia di Nord vi trovate il fit terzo, a meno che la situazione sia molto pericolosa (mano debolissima, zona sfavorevole) appoggiate sempre a livello 3. E’ un livello molto fastidioso per gli avversari, che hanno grosse difficoltà a parlare subito a livello 4. Questa mano ne è un’ottima esemplificazione, se esaminiamo le prese a disposizione delle due linee. Nord-Sud, indovinando la posizione della Q di fiori (certo, ci vuole fortuna perché siamo senza indicazioni), mantengono le loro 3 picche; dal canto loro Est-Ovest potrebbero portare a casa 4 cuori, cedendo una sola atout e indovinando la Q di quadri (più facile perché è normale cercarla in mano a chi è corto di picche, specie dopo aver visto A di fiori e K di cuori in mano al sottoapertore). Ma bisogna economizzare gli ingressi come acqua nel deserto, perché dobbiamo muovere tre volte i semi rossi dal morto e ci andiamo solo due volte. La manovra giusta consiste nell’entrare al morto con il K di picche e giocare PICCOLA cuori al J, conservando 8 e 7. Una volta ripreso il gioco, presto o tardi, entriamo al morto con l’Asso di quadri e giochiamo l’8 di cuori. Se Nord mette la Q, rientriamo con il 7 e sorpassiamo la Q di quadri; se non supera l’8 siamo al morto e possiamo muovere quadri e concludere battendo l’Asso di cuori.
Ma Est avrà avuto il coraggio di dichiarare 4 cuori praticamente al buio su 3 picche? Chi lo sa…

Apre Ovest di 1 quadri, e interviene Nord con 1 cuori. Est ora è a un bivio, perché la sua mano è leggermente troppo debole per dichiarare a livello 2 anche in competizione (servirebbero almeno 10-11 punti), e ovviamente contrare senza le picche non è bello. Qualsiasi cosa succeda, Sud darà l’appoggio a cuori e l’eventuale competizione dovrebbe chiudersi a vantaggio della linea verticale. Ora l’attacco di J di picche produce rapidamente quattro prese per la difesa, aprendo l’inevitabile taglio di Est ma nel contempo affrancando la quinta del morto: le ultime nove vanno al giocante. Con altri attacchi, ad esempio quadri, la situazione è più complessa; l’attacco sembra vantaggioso per il giocante, nell’ottica di affrancare le picche, ma se non tagliamo le quadri rischiamo che i difensori, dopo la battuta delle atout, ne incassino un paio. In definitiva la linea che assicura più facilmente nove prese è proprio quella di tagliare due quadri al morto: cinque atout e quattro quadri. Se poi la difesa non ci mette fuorigioco con le fiori, abbiamo ancora la remota speranza di portare a casa il terzo giro di picche dopo aver ceduto Asso e Dama a Ovest.

Sono Nord e Sud ad avviare le ostilità, rispettivamente con 1 fiori e 1 cuori; ora Ovest che detiene i restanti pali può inserirsi con un contro. Nord ha tutto l’interesse a passare per mostrare l’apertura minima, ed Est, un po’ in difficoltà, può salvarsi dicendo 1 picche dove quasi certamente il compagno è quarto, senza alzare il livello. Facilmente Sud ripeterà la sesta di cuori e la faccenda si fermerà lì.
Malgrado la cattiva divisione, la caduta del J ci assicura almeno otto prese e la posizione favorevole dell’Asso di picche ci consegnerà prima della fine anche la nona.
Non è facile per l’altra linea trovare la competizione a 3 quadri, ma le carte sono messe in modo tale che il contratto quasi certamente si manterrà grazie alla caduta di J-9 secchi a picche che permette di impilare tre prese nel seme da aggiungere alle cinque quadri e all’Asso di fiori.

La licita della coppia verticale non dovrebbe discostarsi da 1 fiori – 1 quadri – 1 cuori – 3SA: Nord infatti dai primi due giri dichiarativi matura la certezza che si tratti della sola manche giocabile.
L’attacco fiori, molto probabile da Est, non turba certo i sonni del giocante, che perde l’impasse a quadri col sorriso sulle labbra; se Est continua a fiori libera una seconda presa nel seme a Nord, la nona, mentre se cambia il giocante affranca altre due prese a picche e arriva a dieci.

Campionato Allievi a squadre – Secondo incontro

Questa mano illustra con chiarezza il rischio a cui si va incontro effettuando un barrage con una quarta nobile a lato: l’eventuale fit in questo palo diventa introvabile. Ma poiché non c’è nulla di perfetto in questo mondo, la morale rischia di ritorcersi contro chi la formula, perché mentre 3 cuori apparentemente si mantiene cedendo due atout e due Assi, a 4 picche giocate da Sud il down è quasi inevitabile. Ovest attacca con il singolo di cuori, e il ritorno nel seme promuove a vincente il J terzo di atout.
Per fortuna i moralisti hanno la loro rivincita nell’osservare che anche il contratto di 3 cuori è soggetto alla stessa sorte: attacco di singolo a picche, ed Est quando riprende il gioco in atout mette in mano il compagno con l’Asso di fiori e attende con fiducia il taglio che affonda il contratto. Ma arriverà questo taglio? Crederemo all’uscita del compagno o alla licita dell’avversario che dovrebbe aver escluso la quarta di picche?
La morale definitiva, che ormai dovrebbe incominciare a esservi familiare, è che spesso l’esito di una mano di bridge dipende da sfumature sottili e impalpabili: e questo è il fascino del gioco.

Ovest apre di 1 quadri, Est risponde 1 picche e ora l’apertore vede la manche con la sua bellissima bicolore (guardate entrambi i 10 a rinforzare i pali lunghi) e la può dichiarare direttamente. La storia quindi potrebbe finire qui, ma… avete notato quante prese ha a disposizione ora il giocante? Quattro atout, cinque quadri e due Assi fanno 11: basta tagliare una fiori al morto per arrivare allo slam.
Come si potrebbe arrivare a dichiararlo? Se non la conoscete ancora, vi presento una convenzione che si chiama Splinter, e che serve, in situazione di visuale di slam, a mostrare i semi corti (singoli o vuoti) per capire se le due mani combaciano. Utilizzando questa convenzione, Ovest potrebbe dichiarare 4 fiori al secondo giro, con lo stesso significato (gioco manche) ma con in più due informazioni importanti: non escludo lo slam, e taglio le fiori.
Notate che questa dichiarazione non può essere naturale: se volessi mostrare le fiori sarebbe sufficiente dichiararne 3, che è già forcing manche e non supera il livello di 3SA. L’illogicità del dichiarare le fiori a livello 4 garantisce che non si tratta di una proposta di contratto, ma di una dichiarazione di valori con fit.
Chiaro che se il compagno ha qualcosa come K-J o K-Q nel seme del taglio, comprende che sono punti sprecati e chiude a manche rapidamente. Ci sono due figure che si sposano perfettamente con la Splinter perché non sprecano punti, e precisamente o l’Asso oppure niente del tutto. In entrambi i casi nel seme non si spreca nulla.
Su 4 fiori Est, che ha proprio l’Asso nel seme, prosegue con la facile cuebid a quadri nel palo di apertura del compagno, e la visione del K di quadri al dirimpettaio spinge probabilmente Ovest a librarsi a quota slam, previa verifica del possesso di almeno un Asso in aggiunta alle sue keycard.
Tutto molto bello: ma lo slam, alla fine, si mantiene? Ebbene, ecco che la Splinter rischia di ritorcersi contro il suo genitore! Guardate infatti Sud in attacco. In situazione normale avrebbe probabilmente intavolato il K di fiori per affrancare almeno una presa, ma qui gli è stata notificata in licita l’inutilità di questo attacco: e qual è la sua alternativa? La Q di cuori, ovviamente, e questo attacco affonda lo slam. Infatti, non possiamo incassare le quadri senza battere atout, ma quando Nord prende con l’Asso di atout incassa la cuori e segna sulla sua colonna. E le nostre dodici vincenti rientrano mestamente negli spogliatoi, tra i fischi degli spettatori. Sic transit gloria mundi…

The post Vi racconto le mani dei Campionati Allievi (2) first appeared on Bridge d’Italia Online.

Viale dei Gladiatori, 2 00135 Roma
Stadio Olimpico – Tribuna Tevere
Ingresso 30 – Stanza 217