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Tutti dentro

Tutti dentro, d’accordo, ma che fatica per i maschietti! A nove mani dalla fine eravamo decimi, fuori per oltre 4 VP. E d’accordo che le ultime nove le stavamo giocando contro i principianti delle Barbados, che sono venuti a passare una settimana di vacanza a Veldhoven (non c’erano altre località più gradevoli?) marcando alla fine una quindicina di victory in tutto in 23 incontri: probabilmente una media inferiore a 1 VP per incontro è un record assoluto. Resta il fatto che dopo tre board i caraibici erano in vantaggio per 18-0 e noi incominciavamo a intravedere le streghe di una Corea trasposta in ambiente bridgistico. Poi le cose si sono normalizzate, i punti hanno iniziato ad accumularsi sulla nostra colonna e il quasi cappotto che stava nella logica naturale delle cose si è concretizzato riportandoci a un settimo posto che ci garantisce un posto nei KO finali.

Questo finale convulso e anche un pochino comico aveva avuto le sue premesse negli incontri precedenti della giornata, che era incominciata molto bene: due nette vittorie ci avevano portato in sesta posizione, a un paio di victory dalla Polonia quinta e non lontani neppure dalla Svezia quarta. E guadagnare una di queste due posizioni avrebbe avuto una certa importanza, come spiegheremo tra poco.

Purtroppo però, nel penultimo incontro la luce si è spenta e la Grecia ha fatto polpette del nostro quartetto. Due dormite corrispondenti a manche non chiamate in contesti vari, più vari board perduti in competizione, e ci siamo ritrovati sbalzati all’ottavo posto con la muta degli inseguitori a un palmo. E va bene che, sapendo lo spessore dell’ultimo avversario, nessuno ha mai considerato realmente a rischio la qualificazione: ma… c’è un ma, appunto.

Perché ci sono tre squadre (USA 1, Olanda e Israele, arrivate nell’ordine) che sono di caratura superiore alle altre. La classifica parla chiaro: tra Israele e la quarta (Svezia) ci sono 50 VP di scarto, un abisso. Quindi arrivando quarti o quinti avremmo evitato un KO che rischia di rivelarsi micidiale. Va però detto, a onor del vero, che Svezia e Polonia hanno vinto bene gli ultimi due incontri per cui per superarli si doveva fare almeno 13 con la Grecia, che non ha sbagliato praticamente niente.

Insomma, se mio nonno avesse avuto le ruote nessuno lo avrebbe potuto distinguere da un tranvai, si sa. Terminate quindi le ipotesi più o meno strampalate, la realtà è questa. USA 1 ha scelto Singapore, e l’Olanda si è presa i greci. A questo punto il regolamento prevedeva che la terza (Israele) venisse accoppiata con l’inferiore in classifica delle due rimanenti, cioè noi. E l’ultimo quarto vedrà di fronte le residue, cioè Svezia e Polonia.

Non ci sono avversari facili a questo punto, chiaro, ma qui siamo abbastanza chiusi nel pronostico. E tuttavia sulle 12 mani del round robin li abbiamo battuti, e quindi aggrappiamoci a questo precedente benaugurante e proviamoci. Il risultato minimo è stato ottenuto e ora cerchiamo di regalarci qualcosa di più, sperando di festeggiare adeguatamente il compleanno del nostro Leone, Giovannino Donati. Auguri Giò per il tuo primo quarto di secolo!

Questa volta abbiamo lasciato quasi inconsapevolmente le Girls per seconde, ed è quasi un titolo di merito per chi la qualificazione l’ha portata a casa con tranquillità e senza patemi: la normalità non fa notizia. Era più facile, indubbiamente: solo 12 squadre, alcune apparse poco competitive. E tuttavia le nostre eroine sono state anche prime, a un certo punto del penultimo match, prima di chiudere a un onorevolissimo terzo posto, appena dietro a Norvegia e Francia. Abbiamo allungato la striscia di vittorie a otto consecutive, e le quattro di ieri sono state ottenute tutte contro squadre che si sono qualificate. Le sorelline sono state devastanti in vari incontri, ma abbiamo chiuso come avevamo iniziato, e cioè con una vittoria ottenuta dalle altre due coppie contro un’avversaria nobile. Allora era stata l’Inghilterra, qui avevamo l’Olanda, e per giunta in rama su BBO. Nove mani pari testimoniano di un buon bridge: in due delle altre tre, due penalità pagate avevano fissato il punteggio sul 12-10 per l’Olanda. La terza è questa:

Cristina Brusotti gioca 3SA in Sud. La manche è ottimista, richiedendo in pratica entrambi gli impasse a cuori e a fiori vincenti; ma proveniendo da una licita alquanto garibaldina di entrambe le coppie, lo svolgimento è stato diverso da quello che si poteva attendere. Ovest ha aperto di 1 fiori, Zaira Davide è entrata con 1 cuori ed Est ha contrato leggerissima per mostrare le picche. Cristina ha surlicitato le fiori, Nord ha cliccato 2 picche sul tablet e Sud ha chiuso (così pensava) a 2SA, già piuttosto duri (non si riesce a comprimere Ovest nei semi neri perché sull’incasso delle cuori è Sud a scartare prima). Ora però una ventata di ottimismo ha scompigliato un po’ la licita, e al termine ci siamo ritrovati appunto a manche.

La difesa non è stata brillante, per usare un eufemismo. Memore del contro Sputnik della compagna, Ovest ha attaccato con il K di picche portandoci subito a otto prese. Cristina, che in realtà sperava di essere già a nove, ha subito provato l’impasse a cuori ma la posizione della Q era nella mano debole e l’inevitabile ritorno a quadri è sembrato giustiziare il contratto. Ma a Ovest in presa con il J la situazione del seme non era chiara, pertanto ha proseguito con la sua seconda picche per la Q del morto, e ora la giocante ha potuto incassare tutte le cuori arrivando alle ultime quattro con in mano AKJ di fiori e una picche. Cristina ha giudiziosamente riflettuto che l’impasse di fiori non poteva funzionare vista l’apertura, e ha quindi giocato quadri dal morto scartando la picche e sperando nel miracolo di un incarto. Che non c’era, perché Ovest aveva AQ ed Est Kx, per cui non era difficile per la difesa incassare il J di picche e/o giocare fiori dalla parte giusta. Ma la prima quadri è stata vinta dalla Q, e il lieto fine si è concretizzato: Ovest è stata costretta a muovere nella forchetta di fiori per nove quasi incredibili prese.

Praticamente non ci alzeremo dal tavolo, perché il nostro quarto di finale sarà proprio contro l’Olanda. Un match aperto, che le nostre ragazze si sono guadagnate con merito, e che giocheranno come sempre accompagnate dal nostro tifo scomposto e oceanico.

Allarghiamo lo sguardo, per una volta, al complesso della manifestazione, che come sappiamo è composta da cinque tornei, fatto che tendiamo a volte (ehm) a dimenticare in quanto in tre di essi non siamo presenti. Nell’Under 31 si sono imposte nell’ordine Cina, India e Israele, nell’Under 21 abbiamo al comando Polonia, Israele e Francia, mentre fra i bambini dell’Under 16 le prime posizioni sono andate a USA 1, Cina ed Estonia.

Facendo un po’ di statistica, l’unica ad avere qualificato cinque squadre su cinque e ad essere presente in tutti i quarti è la Polonia, testimonianza di un movimento giovanile invidiabile. Hanno cinque qualificate anche gli USA, che però in queste statistiche partono sempre avvantaggiati avendo il diritto di schierare sempre due rappresentative, e che infatti sono fuori da due tornei (Ladies e Under 31), avendo invece due qualificate in altri due. Si fermano a tre Israele, Francia e Cina (che ha fallito per un soffio la quarta qualificazione proprio negli Under 21, a vantaggio di Singapore). Ma le qualificazioni di Israele sono pesantissime, sempre sul podio del loro girone.

Poi fra le nazioni con due qualificazioni ci siamo noi, insieme a Olanda (che ha anche due noni posti), Norvegia, Inghilterra, Ungheria e Danimarca; e infine segue un gruppetto di nazioni con un’unica rappresentativa ai KO. Venti nazioni in tutto, una distribuzione variegata che testimonia della diffusione del nostro gioco, che continua per fortuna a essere distribuita sull’intero globo.

 

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