Le carte da gioco hanno rappresentato, insieme a qualsiasi tipo di pallone, il passepartout per il divertimento per milioni di Boomer in tutto il mondo come qualsiasi marchingegno digitale e rappresentano ancora oggi il Sacro Graal dei Millennials.
Ai giochi di carte si può ormai molto facilmente accedere online ma l’esperienza tattile resta comunque più gratificante.
Il BRIDGE non è soltanto un gioco di carte, ma è il contesto ludico più intelligente, intrigante, affascinante, coinvolgente e divertente nel quale vi potrete mai imbattere e che farà restare attiva, pronta, lucida, perspicace la mente di chi lo pratica o lo avrà praticato per un buon periodo della sua esistenza.
È un gioco in cui si parte tutti alla pari e la fortuna ha un’incidenza piuttosto modesta (a differenza di qualsiasi altro gioco di carte): ovviamente ci sono i campioni, i bravi e i meno bravi ma non ci sono limiti alla crescita tecnica e al miglioramento.
E c’è una bellezza ancora più grande che nessun altro contesto ludico potrà mai regalarvi.
Se vi piace il tennis non avrete mai la possibilità di essere sullo stesso campo con Sinner, se amate il calcio non condividerete mai il prato verde con Messi, ma giocando a bridge potreste, anche da semplici neofiti, trovarvi allo stesso tavolo con conclamati campioni e magari – raramente e soltanto per qualche minuto – avere la meglio in una singola smazzata.
Se poi il bridge lo imparerete nella nostra regione niente di più facile che vi capiti presto di incrociare al tavolo, che so, un tale di nome Alfredo Versace (il fuoriclasse torinese ormai vive a Roma da 35 anni) che di Campionati Mondiali, Europei, Olimpiadi del Bridge, tornei in ogni angolo del mondo ne ha vinti così tanti che non posso neppure lontanamente provare a contarli e che da alcuni mesi è entrato nella Hall of Fame della European Bridge League, la Uefa del bridge per intenderci.
Quella sera tornerete a casa sapendo di aver incrociato le carte con qualcuno che siede su uno dei gradini più alti al mondo di questo ineguagliabile gioco.
Mi chiamo Valerio Giubilo, pluricampione italiano: conta poco. Allenatore di squadre Nazionali Giovanili e non: conta, per me, di più!. Padre di due Campioni del Mondo Giovanili: conta ancora di più di ogni relativamente al bridge!!
Dopo 40 anni ancora innamorato di questo meraviglioso gioco che ancora oggi sa come regalarmi, ogni volta, da sempre, divertimento ed emozioni mai provate prima: ed è questa la cosa davvero importante!!!







