Il protagonista: il Giocante

L’insostenibile leggerezza dell’essere… il giocante

È il protagonista assoluto del tavolo, colui che vince la dichiarazione e gioca la mano. Prima di iniziare ha il sacrosanto diritto di fare tutte le domande lecite all’avversario: “come attaccate?”, “come scartate?”, “come date il conto delle carte?”.

Poi, calato il silenzio, tocca a lui: in pochi minuti deve elaborare il piano di gioco mentre mille voci lo tormentano: “conta le prese perdenti”, “no, conta la vincenti”. Quella interiore però gli suggerisce: “meglio contare le atout”.

È così che gioca la mano cercando di fare del suo meglio. Ma non è finita, appena cala l’ultima carta inizia il processo: il partner, che ha interpretato egregiamente la parte del morto, lo guarda e commenta: “forse si poteva fare una presa in più!”.  E se per caso il giocante non ha mantenuto il contratto, qualcuno gli farà notare che “si poteva sicuramente fare”.

Anche gli avversari, con malcelata soddisfazione,  dispensano pillole di saggezza.  Il giocante non si cura di loro e tira dritto ma se potesse dare un consiglio ai nuovi adepti sarebbe quello di “far giocare sempre il compagno e imparare a fare il morto”. Peccato non sia possibile, anzi, è proprio nei momenti in cui speri di non avere un punto in mano e che sia il tuo partner a giocare, che il destino beffardo ti ripaga con tanti punti!