Nando Gentili

Se n’è andato anche Nando, che brutta notizia. Si chiamava Armando Gentili, ma a Genova bastava dire Nando e tutti nel giro sapevamo di chi si stesse parlando. Nando era un pezzo importante della Genova antica del bridge: buon giocatore, era soprattutto arbitro, e ha diretto un po’ in tutti i circoli della Liguria. Tornei, campionati, è stato anche arbitro nazionale a Salso: un professionista qualificato, senza dubbio. Era un uomo burbero, che come spesso accade celava sotto la scorza amicizie e affetti profondi. Io lo chiamavo grande capo Voce Tonante, e ne avevo buone ragioni, perché il suo volume passava i muri, e la sua risata era devastante e contagiosa. Siamo stati amici per decenni; e non posso pensare a Nando senza ritornare al ricordo di giovinezza di quando, sui primi personal computer, ci industriavamo a far girare un programmino per i conteggi del Mitchell: non mi stupirei che fossimo stati i primi, perché erano veramente gli albori del personal computer. Veniva da me dopo il torneo con gli score e incominciavamo a provare; e non poche volte venivamo buttati fuori da Luisa, svegliata dalle discussioni ad alto volume (il suo) e nauseata dal sigaro, e finivamo la nottata con due birre in mano a pasticciare sui pc della mia aziendina di allora: che tempi, gente.
Niente, è un mondo antico che piano piano se ne va. Nando era malato, e non si vedeva più in giro da tempo; oggi la sua scomparsa è un lutto per tutti noi, e un enorme dolore per Caterina, intorno alla quale si stringe tutto il bridge genovese in un ideale affettuoso abbraccio.

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