Si procede, in questo lungo campionato che viviamo immersi nel caldo afoso, implorando un getto di aria condizionata che ci permetta di sopravvivere un’altra mezza giornata. Siamo arrivati a otto turni, dei ventinove in programma, ma il gruppo procede abbastanza compatto e nel suo calderone ci sono un po’ tutti: si passa dal secondo al ventesimo posto in meno di 20 VP.
Come è andata ieri per la nostra nazionale Open? Ebbene, mi sentirei troppo pessimista se non etichettassi come positiva una giornata nella quale abbiamo inanellato tre vittorie, di cui la terza netta e prestigiosa. Eppure qualche rammarico c’è: abbiamo incontrato due squadre che si trovano nei bassifondi della classifica e verosimilmente ci resteranno, e le vittorie sono state davvero striminzite. E’ ben possibile che questi VP lasciati sul tavolo alla fine ci costeranno qualcosa.
Ora passiamo al bicchiere mezzo pieno. Venivamo da una giornata molto difficile, e la squadra doveva dimostrare, soprattutto a se stessa, che era in grado di giocare la partita. Abbiamo risalito oltre dieci posizioni, portandoci a 2 VP dall’agognato ottavo posto, e abbiamo colto una bella vittoria su una delle squadre che sono partite meglio: l’Olanda è tuttora terza anche dopo aver perso con l’Italia.
ITALIA-AUSTRIA 50-36 (13,75-6,25)
Giocano i giovani, l’Austria schiera una delle poche signore presenti nell’Open, Ulrike Schreckenberger (non pensavo di riuscire a scriverlo) in coppia con l’esperto Babsch. Partiamo avanti, questa è la mano 19

nella quale gli austriaci si avventurano imprudentemente a 5 cuori, mentre Gerli e Manno si fermano a manche. Guardando le carte il down sembra inevitabile, perché la fiori affrancata non serve a nulla; eppure, di tutte le (molte) coppie che sono salite al livello cinque, solo due sono cadute. Infatti sull’attacco di J di fiori per la piccola del morto è abbastanza istintivo stare bassi, ma se non si mette l’Asso ce lo si porta a casa come souvenir. Bravo Percario che era già attento la mattina presto! (Avrei voluto dirvi chi era l’altro difensore che ha battuto 5 cuori ma è un lituano con una sola vocale in un cognome di 11 lettere: non ce la posso fare, già provato come sono dallo spelling della gentile Ulrike).
Basta scherzare, arriva il nostro secondo swing che è un 5 quadri chiamato da Gerli e Manno al board 23. La scelta è buona perchè si cade di una sola presa contro l’inevitabile due/tre down a 3SA, ma gli austriaci dimenticano di incassare uno dei tre Assi che hanno in dotazione, e il guadagno improvvisamente diventa importante.
Siamo 38-7, una distrazione di Manno e Gerli ci costa una manche in zona non chiamata (-10), ma alla mano successiva i loro avversari restituiscono con gli interessi:

Non è un brutto slam, in fin dei conti, ma come si vede va controllata la divisione 4-1 delle atout. Con attacco K di fiori da Ovest ne usciamo: atout per il morto e picche impasse, fiori tagliata e ancora picche, battiamo le atout ed è fatta. Ma gli austriaci giocano lo slam da Nord, e l’attacco Asso di quadri di Manno crea un problema di comunicazioni insolubile: non possiamo entrare due volte al morto in atout senza bloccarle, e se tagliamo una fiori promuoviamo l’atout di Est. Un pizzico di fortuna per noi.
Saremmo 50-17 a questo punto, ma purtroppo la fortuna viene a riscuotere il suo credito: Donati-Percario chiamano slam sull’impasse alla Q di fiori che non si concede. Altre perdite minori nel finale riducono il nostro vantaggio a +14, ci dobbiamo accontentare.
ITALIA-PORTOGALLO 23-20 (10,91-9,09)
Incontro sfortunatamente molto piatto, giocato da Sementa-Versace e Gerli-Manno. Molti guadagni nostri ma l’unico swing va ai portoghesi quando Versace, unico nella sala, non mantiene un 3SA giocando una messa in mano quasi impossibile invece di un elementare impasse. Una svista, ci raccontano da Riga, ma che testimonia di uno stato di forma non ottimale proprio da parte del giocatore che, ricordiamolo, più ha trascinato la barca azzurra negli ultimi anni. Coraggio Alfredo, abbiamo bisogno di te!
Versace naturalmente non ha bisogno dei miei incoraggiamenti per ripartire: poche mani dopo piazza questa bella difesa:

Sulla sottoapertura di Nord, in chiusa difendono fino a 4 quadri e poi lasciano giocare la manche a Gerli, mantenuta. In aperta Versace non ci pensa nemmeno e dopo il 3 quadri di Sementa piazza un 4 picche che mostra fit implicito; ma Sementa le picche le regge, e si va solo un down contrato: +10 per noi.
Non abbiamo molto da raccontare su questo incontro nel quale l’Italia non era trasmessa su nessun canale: di certo una vittoria così striminzita contro una squadra debole non può essere considerato un risultato ottimale, ma anche qui non possiamo che accontentarci.
ITALIA-OLANDA 32-12 (15-5)
Arriva il piatto forte della giornata, il match con l’Olanda: lo giocano i quattro veterani, gli olandesi – molto rinnovati ma fin qui brillantissimi – schierano le loro due talentuose coppie giovani lasciando fuori Muller-De Wijs. Che poi, d’accordo giovani, ma Van den Bos e Van Lankveld hanno già giocato (e perso di un soffio) una finale di Bermuda Bowl, tanto per gradire.
E’ un incontro equilibrato, con nove mani pari su sedici e pochissimi spostamenti. Vinciamo su due swing, il primo al board 1:

Entrambe le coppie in Nord-Sud giocano 2 quadri come multicolor molto debole, ed è così che la mano viene aperta a entrambi i tavoli. Gli olandesi si fanno tagliare fuori dalla sottoapertura di Donati perché Percario forza con 2SA e i nostri volano a 4 cuori infattibili, un down in prima. In chiusa Van Lankveld dà un segnale di arresto a 2 picche, il compagno dice 3 cuori e Sementa ha spazio per inserire un coraggioso 3 picche immediatamente aumentato a manche da Versace. Sud contra ma il contratto è imperdibile.
Questo è il secondo swing:

In entrambe le sale Est apre 1 fiori e Sud contra. In chiusa Van den Bos dice 2 quadri e se li gioca; in aperta Donati e Percario giocano sottocolore, quindi 2 fiori di Giovannino che su 2 quadri mostra la mano buona con 2SA, aumentati a 3 da Percario. La difesa incassa due cuori e due Assi: nove prese per noi.
Siamo undicesimi, quindi rimbalzati alla posizione di classifica in cui eravamo prima della giornata nera di ieri. Solo 2 VP, come detto prima, ci separano dall’ottavo posto che sta inevitabilmente diventando il punto di riferimento a cui commisurare tutti gli eventi. La Danimarca ha preso vantaggio, ma Bilde e compagni sono stati aiutati da un calendario decisamente morbido, e con l’unica favorita incontrata (la Norvegia) hanno perso largo. Sia come sia, guardare tutti dall’alto di un vantaggio di oltre 10 VP sulla seconda è una bella soddisfazione.
Dietro, i distacchi sono minimi ma le favorite stanno lentamente emergendo. Nell’ordine Israele, Olanda, FInlandia, Norvegia, Germania, Inghilterra e Irlanda occupano le posizioni nobili; poi Bulgaria, Turchia e infine ci siamo noi. Anche la Francia si è un po’ ripresa dall’inizio terribile e ora è diciottesima, 5 VP dietro di noi. Sorprendentemente attardate Svizzera (19esima) e Polonia (21esima), ma lo spazio di recupero è ancora immenso ed è facile pensare che sapranno sfruttarlo.
Domani giornata durissima, e non per il caldo che – mi dicono – a Riga è previsto in forte attenuazione. Si parte infatti con la Francia vogliosa di riscatto, si prosegue con la Turchia che ieri è scesa un po’ ma è un avversario da prendere con pinze lunghissime, e si finisce con una delle favorite per la vittoria: la Norvegia. Primo e terzo incontro saranno su BBO, alle 9,30 e alle 14,45 (occhio, gli orari dell’organizzazione sono sul fuso di Riga, che è avanti di un’ora).
Si sono concluse nel frattempo le qualificazioni alle finali dei tre tornei a coppie in corso.
Fra le Ladies si sono brillantemente qualificate per la finale a 10 Monica Aghemo e Caterina Burgio, che dopo una qualificazione in rimonta quasi miracolosa alla semifinale A, hanno concluso al quinto posto. Molto dolorosa perché inaspettata, invece, l’esclusione di Golin-Pomares, che dopo ottimi turni di qualificazione e semifinale hanno improvvisamente rallentato nell’ultimo turno scivolando fuori dalla finale per un soffio. Nella semifinale B le due coppie in corsa, Bianchi-Izzi e Marcelli-Tersch, non sono riuscite a emergere.
Grandi soddisfazioni nel Mixed: alla tranquilla qualificazione per la finale di Barbara Dessì e Leonardo Cima (quarti in semifinale A) si è aggiunta la vittoria nella semifinale B di Fulvia Ghia e Enrico Penna: solo una coppia entrava in finale e loro hanno saputo acciuffare quella esigua chance, facendo seguito a una qualificazione in crescendo.
Infine nel Senior tre coppie su quattro giocheranno la finale di domani: si tratta di Giulio Denna e Steve Hamaoui (quarti), di Andrea Buratti e Giuseppe Failla (settimi) e di Paolo Clair e Maurizio Palmieri (decimi) che hanno preso l’ultima posizione valida per l’ammissione alla finale soffiandola alla quarta coppia italiana, formata da Ezio Fornaciari e Antonio Vivaldi, che hanno chiuso undicesimi, fuori per un pelo.
Oggi le finali e da domani anche Ladies, Mixed e Senior saranno in gara per l’Europeo a Squadre.
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