Terz’ultimo giorno delle World Series 2026 di Katowice, ed è stato assegnato oggi un importante titolo quello del torneo Women Teams, intitolato a Ruth McConnell che fu nella seconda metà del secolo scorso presidentessa dell’ACBL, la lega bridgistica statunitense. Il trofeo è andato alla favorita Baker, che ha dominato dall’inizio alla fine, vincendo lo Swiss e via via tutti i KO. In finale, però, la vittoria è satta tutt’altro che banale: le avversarie cinesi di Jiangsu Runtai sono subito partite avanti, sono state riacciuffate nel secondo tempo, hanno pareggiato il terzo e quindi quando le squadre si sono sedute per le ultime 14 mani la situazione era Baker 105 – Jiangsu 104.
Le ultime mano sono state piuttosto piatte, l’unico break importante lo ha segnato proprio Baker alla prima mano, e a conti fatti non è stato decisivo per il punteggio ma probabilmente per il morale sì:

Cecilia RImstedt in Est gioca un non banale 6 cuori, semplificato però subito dall’attacco quadri che fornisce la dodicesima presa. Le atout sono divise, una picche del morto sulla quadri, la quarta fiori si taglia, nessun problema.
I problemi se li sono creati le cinesi in licita; la sequanza è molto convenzionale e non so se il fit cuori non sia stato individuato, o se sia stata Yuan a decidere di trascurarlo, sta di fatto che il contratto è 6SA e rinunciare ai tagli, in questa mano, è una scelta molto pericolosa come dimostrano i fatti. Perché anche Justina Zmuda sceglie il 9 di quadri e regala l’impasse sull’attacco, ma stavolta il percorso è appena iniziato. La cinese sblocca la quadri e incassa le cuori, su cui la Dufrat, immagino sudando freddo malgrado l’estate torrida, scarta una quadri e una fiori. Questa è la situazione:

Forse (forse) l’evidente lunghezza a quadri di Nord avrebbe dovuto suggerire alla giocante la posizione delle picche; sta di fatto che la cinese non indovina le due mosse successive. Piccola picche avrebbe concluso i giochi, invece viene mossa la Q di picche per l’Asso secco. Il ritorno quadri viene catturato in mano con il K, e ora il K di picche comprimerebbe Nord nei minori, ma Yuan, che non è riuscita a farsi un quadro chiaro della situazione, decide di incassare le fiori sperando che lo scarto della Zmuda abbia affrancato il seme, e poi non può che giocarsi l’impasse al Fante di picche dalla parte sbagliata. Un down, 14 MP a Baker che alla fine vinceranno 129-107. Complimenti alle polacche Dufrat e Zmuda, alle sorelle svedesi ma ormai USA Cecilia e Sandra Rimstedt, e alla capitana Baker con la compagna Levinson.
Si è avvicinata alla conclusione anche quella che è la competizione più importante della manifestazione, e cioè il torneo a squadre Open Rosenblum Cup. Ieri si sono giocati i quarti di finale, e nello scontro di titani fra Zimmermann e Rosenthal hanno prevalso nettamente i secondi. Nei primi due turni si sono confrontati gli sponsor e Rosenthal ha preso un netto vantaggio di oltre 30 MP. Negli ultimi due turni spazio ai quartetti titolari, ma il vantaggio è ancora aumentato e alla fine Rosenthal ha prevalso per esattamente 50 MP. Escono di scena quindi i pluricampioni di Zimmermann ormai quasi interamennte polacchizzati (a Kalita, Nowosadzki e Klukowski si è aggiunto Nowak), e Rosenthal vede aprirsi la strada verso la finale. Anche se potrebbe non essere una formalità la semifinale contro Group One, polacchi con la bandierina giusta che hanno spezzato il sogno di Milan Macura e dei suoi ceco/norvegesi. Impresa notevole per loro, comunque, l’essere arrivati ai quarti di finale da autentici outsider e soltanto in quattro. Se Macura si mette a giocare bene come organizza (è il deus ex machina dei recenti festival internazionali bridgistici di Praga) non lo fermerà più nessuno.
Nella parte bassa del tabellone Fleischer approda in semifinale vincendo largamente il suo quarto, malgrado una partenza a handicap (primo turno a -27). Ma già dopo il secondo segmento Fleischer era avanti, e il risultato finale è stato molto largo a loro vantaggio. Se la vedranno in semifinale con Deep Finesse, che dopo avere eliminato i nostri nazionali di Overdeck si è ripetuto con la squadra olandese TeamNL Open: Verbeek, Molenaar, gente che ha girato in nazionale quindi tutt’altro che sprovveduti. Incontro in equilibrio quasi surreale per due turni, poi nel terzo gli olandesi si erano leggermente avvantaggiati e si erano seduti per le ultime 14 mani a +13. Ma Deep Finesse nell’ultima frazione ne recuperava 22 e vinceva quindi per 9 MP. Decisiva questa mano

In cui la coppia olandese ha fallito la licita del grande slam, unica fra le otto formazioni in gara nell’Open (per la cronaca, nessuna delle due finaliste del Women lo ha chiamato). I 13 MP spostati nella mano sono quindi risultati decisivi.
Passiamo a raccontare cosa è successo negli altri eventi. Nel coppie Open Emiliano e Zanasi hanno fallito per poco la rimonta che li avrebbe portati nella finale A; entravano le prime 48 coppie e loro sono rimasti a meno di un punto percentuale dalla qualificazione.E’ stato micidiale questo slam subito al terzultimo tavolo da una coppia turca:

La licita tecnica e raffinata è stata 2SA (Nord) – 6 fiori (Sud) – 6 cuori (Nord) – 6SA (fine). Dopo questa descrizione magistrale della forza in gioco e dopo l’attacco quadri, il giocante non ha nemmeno dovuto fare la fatica di indovinare quale impasse nobile fare, un po’ perché riuscivano tutti e due e un po’ perché sulla sfilata delle fiori Ovest è compresso addirittura in tre colori. Uno slam tutto sommato non ignobile, ma chiamato quasi da nessuno per un misero 4% che è risultato decisivo. Peccato!
Cammarata e Valsega sono entrati in questo torneo dopo l’eliminazione nella Rosenblum ma, suppongo ormai scarichi e stanchi, sono rimasti lontanissimi dalle posizioni utili. I leader di ieri, l’inglese Bakshi e lo statunitense Weinstein, sono scivolati al quarto posto e la semifinale se l’è aggiudicata la coppia polacca Buras-Lutostanski.
Non si sono modificate le posizioni delle nostre coppie impegnate nelle semifinali del Women Pairs. Poca gloria nella semifinale A per Cristina Brusotti e Zaira Davide, mentre le gemelle Pelaggi hanno mantenuto il quarto posto nella semifinale B, un buon piazzamento che però non è stato sufficiente all’ingresso in finale: si doveva entrare nelle prime due, obiettivo fallito non di molto dalle calabresi. Desirée BAsile e Irene Montalti hanno risalito posizioni concludendo all’undicesimo posto.
Si è conclusa anche la semifinale della Jacek Pszscola Cup, dove Bianchi, entrato dopo l’eliminazione dalla Rosenblum, ha confermato la sua specializzazione nelle qualificazioni striminzite: per entrare in finale si doveva stare nelle prime diciassette, e loro con precisione chirurgica si sono piazzati quindicesimi. Niente da fare invece per Schonfeld FInesse e Uli, le altre due formazioni parzialmente italiane in competizione. Le eliminate accederanno, se lo vorranno, alle qualificazioni del Board A Match.
Si è infatti giocata la seconda giornata di qualificazione anche per il torneo BAM (domani la terza fornirà i nomi delle finaliste). Grande risalita di Duboin che è stasera terzo, mentre tiene sempre nel gruppo di testa anche Livia, scivolato all’ottavo posto. Entrambe le squadre sono però in ottima posizione per l’accesso in finale, anche se la cosa sarà complicata dall’ingresso di molti giocatori eliminati dagli altri tornei.
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